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L'ALTARE DI SANTA MARGHERITA
La Chiesa di S. Margherita, possiede un gioiello unico, un pregevole altare di marmo, di stile Rococò, che gli studiosi di storia dell'arte, fanno risalire alla seconda metà del '700. E' legittimo chiedersi come mai una tale raffinata opera del periodo barocco si trovi in una piccola chiesa di periferia, anzi fino a qualche decennio fa, della campagna, conosciuta come il "Paradiso" di Pastena. Secondo la tradizione, in quanto niente di scritto esiste in proposito, l'altare originariamente si trovava nel convento di S. Antonio sito nel rione Canalone nel centro storico di Salerno. Durante i moti rivoluzionari del 1800, fu abbattuto e abbandonato in un magazzino presso il palazzo dell'intendenza. Da un microfilm di un documento custodito presso l'Archivio di Stato, che ci è stato messo a disposizione dal parroco Don Osvaldo Giannttasio, abbiamo potuto leggere una "… nota degli oggetti che si devono levare dalla Chiesa di S. Antonio di questa città che deve ridursi a carcere…" ( 21 Maggio 1811) nonché "…l'esatta descrizione del locale del soppresso monastero dei conventuali sotto il titolo di S. Antonio giusto il R. D. dell'art. 19 del Real decreto del 7 Agosto 1809". Sappiamo ancora che "…dietro la cona dove stava l'altare maggiore, vi stava pure un mausoleo di marmo che rappresentava il sepolcro della Reina Margherita, quale consiste in un basamento liscio…" ( 20 Settembre 1809). Il mausoleo di cui si parla, è quello della Regina Margherita di Durazzo trasferito poi nella cattedrale come afferma l'intendente di finanza in una lettera che spedisce al ministro degli affari interni il 23 luglio 1817. Acquistò l'altare per 200 ducati - secondo Don Francesco Manzo - per la metà - secondo altri - il parroco della chiesa S. Margherita, Magno Stanzione amico dell'intendente. Fu praticamente svenduto un capolavoro realizzato dal maestro marmoreo Pasquale Sebastiano valido esponente dell'alta scuola napoletana, uno dei tanti allievi della bottega di Giuseppe Sanmartino a sua volta formatosi alla scuola di un illustre marmoraro nostro conterraneo: il castiglionese Matteo Bottigliero. Al Sanmartino avevano commissionato l'altare i frati conventuali i quali lo pagarono insieme all'acquasantiera e alla cona 850 ducati. " Die vigesima septima mensis Mais millesimo septicentesimo sexagesimo sexto Salerni, propria in Ven. Real Convento Sanctis Francisci d'Assisi, PP. Conventualis de Civ. loco soliti. Costituiti in p.n. za n.ra il m.to R.do Padre Angelo de Matteis Guardiano, P.re Maestro Giacomo de Martino, P.re maestro Francesco Ricciardi, P.re Maestro Vincenzo Forte, P.re Bonaventura Palermo, p.re Michele Mazzetti, guardiano PP. Di soprad. O Ven. Convento di S. Francesco di Assisi de RR.PP. Conventuali di q.sta città di Salerno,…acciò il med.mo come Proc.re ut sopra, possa e voglia trattare col Maestro Marmoraro Pasquale Sebbastiano della da città di Napoli per la costruì.ne dell'altare maggiore della chiesa del sod.to convento,…In primis debba detto altare di quella larghezza, che appare nel disegno, e così quella quantità di gradini e modellatura in conformitàdel med.mo disegno, e di marmo statuario, con li commessi di verde antico, giallo di Siena, verolè di Francia,...( n. Barolè: bordeaux righelli rosso scuro). Nel 1991, il nostro altare, fu restaurato grazie al finanziamento della Regione Campania e al contributo dei fedeli.
DESCRIZIONE DELL'ALTARE
L'altare poggia su tre scalini e, con i suoi ricchi elementi scultorei, è un chiaro esempio di "Rococò" o " Barocchetto". Nella parte centrale inferiore, chiamata paliotto, spiccano due putti che reggono un ovale con croce raggiata. La parte superiore, detta postergale, ha al centro il Tabernacolo o Ciborio con quattro cherubini. Ai due lati, due coppie di angeli capoaltari finemente scolpiti, reggono uno la fiaccola dell'Epistola e l'altro quella del Vangelo. La porticina della Custodia è probabilmente opera di un argentiere napoletano. Anche le balaustre ( o "balaustrata") marmoree, in stile " Rococò" sono state attribuite al marmoreo napoletano, Pasquale Sebastiano. Un altare simile si trova a Napoli nella Chiesa della Nunziatella. Probabilmente è opera dello stesso maestro marmoreo.
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