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La spesa delle famiglie italiane per frutta e verdura fresca, compreso l'autoconsumo, è di circa 25.000 miliardi di lire per un volume vicino ai 12 milioni di tonnellate e un dato pro capite di 210 chiligrammi. Nel 1996 la domanda di frutta ha fatto registrare un decremento del 4,8% in valore e dell'1,2% in volume, la verdura un leggero incremento (+1,2% in volume, +2,6% in valore).
La domanda è quindi relativamente stabile e la cifra pro capite per area geografica si presenta omogenea, soprattutto per quanto riguarda la frutta, mentre nel caso degli ortaggi si ha un livello superiore alla media nazionale nel Sud e nelle Isole, che rappresentano il 43% del totale nazionale. La categoria di frutta più consumata è quella delle mele (23% in volume), seguita da arance (16%), banane (12%), pere (11%) e pesche (8%). Nel caso della verdura primeggiano le patate (21% in volume), quindi i pomodori (16% in volume, 17% in valore), insalata e cipolle con 6-7%.
L'offerta di prodotti biologici occupa però soltanto il 3% in valore dei consumi totali di frutta e verdura fresca e può considerarsi in fase di introduzione, sia per il livello di diffusione, sia per quanto riguarda la produzione e i canali distributivi.
I numeri dell'ortofrutta senza pesticidi indicano, comunque, una crescita consistente, almeno per quanto riguarda l'estensione delle coltivazioni: dal 1993 al 1996 la superficie è passata da 10.545 a 29.816 ettari (85% frutta, 15% ortaggi).
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