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Corro dalla mattina alla sera. Corro e vedo una moltitudine di gente correre intorno a me. Il tempo non basta mai: avrei bisogno di una giornata di 48 ore per lavorare… e di una notte di 72 per riposarmi!
Sento molti dire le stesse cose e mi chiedo:
"Allora perché non ci mettiamo tutti d'accordo e rallentiamo il ritmo delle nostre vite? Forse, costretti a lunghe ore nel traffico cittadino, riusciremmo ancora a scambiare un sorriso con gli occupanti della vettura a fianco, invece di ostinarci a considerarli una mostruosa simbiotica fusione con il mezzo che occupano, nemici giurati da fuggire o distruggere, comunque da disprezzare in ogni caso".
Chi non ricorda la famosa favola della cicala e della formica? La Cicala si diverte e canta per tutta l'estate e, "…ayant chanté toute l'été…", si lascia sorprendere dal crudo inverno senza un degno ricovero e senza scorta di viveri. La Formica invece, molto più previdente, ha lavorato tutta l'estate accumulando provviste di ogni sorta; arrivato l'inverno, può ritirarsi al calduccio del suo formicaio e godere dei frutti della sua previdenza.
Allora siamo tutte formiche previdenti che si affannano in vista di un imprecisato inverno a venire? Siamo forse tutti vittime di La Fontaine?
No. Ho conosciuto cicale, oh se ne ho conosciute!, che continuano a cantare allegramente durante tutta la loro vita. L'inverno arriva puntualmente, ma loro puntualmente trovano un sistema per superarlo e sopravvivere e, giunta l'estate seguente, cantano più forte e più allegramente di prima.
Ho anche conosciuto molte formiche, alacri ed infaticabili formiche che non cederebbero al canto una sola ora delle loro preziosissime estati d'intenso lavoro, giustificandosi:
"L'inverno arriva e bisogna accumulare le scorte…" senza neppure chiedersi se arriveranno mai a quell'inverno che tanto faticosamente vanno preparando.
Dov'è dunque la Saggezza?
"La meta es el camino (La meta è la strada stessa)" asserisce un saggio proverbio argentino, quasi a giustificare la cieca laboriosità della Formica, ma cantare alla vita è bello e non me la sento di condannare definitivamente la Cicala, confortata in questo da un famoso detto spagnolo: "Que me quitten lo bailado! (Che mi tolgano il tempo che ho ballato!)", coniato certo durante un periodo di regno delle Cicale.
Eleonora De Feo - 03.04.02
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