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La Rubrica di Eleonora


Perché ci vestiamo? (ovvero: alla ricerca del passato remoto).


No, non sono nudista, né praticante né per vocazione; massimo qualche mini gonna mini-mini. Eppure a volte, tra la folla di un incrocio cittadino con semaforo rosso, o di una piazza affollata, mi sorprendo ad immaginare il contorno umano in chiave di… nudo! Come se un filtro ottico speciale mi fosse improvvisamente caduto sugli occhi impedendomi di vedere i vestiti delle persone che mi circondano. Certo, senza vestiti siamo tutti un po' diversi, vero? "Chi in meglio e chi in peggio" odo il commento… e sia pure, ma non possiamo negare che una umanità nuda è alquanto diversa da una umanità vestita.
Perché dunque ci vestiamo? Perché fra le tante centinaia di migliaia di esseri viventi solo noi abbiamo bisogno di vestirci? Se non ci vestissimo, non potremmo fare shopping nei negozi di moda ma, per quanto triste possa ciò risultare, credo che le ragioni del vestire vadano ricercate altrove. Proviamo insieme?
Il coprirsi è considerato un bisogno primario… alt! primario per chi? Per l'umano, s'intende, perché abbiamo già visto che la natura ha risolto il problema agli altri animali sin dalla nascita. Perché agli altri sì ed all'umano no? Il Leopardi esclamerebbe: "Ve lo avevo detto!", ma non verrebbe al caso perché rimane sempre il fatto che le specie "disadattate " sono destinate a scomparire, tutte, tranne quella degli umani. Perché? Perché noi siamo intelligenti e quando ci siamo accorti che con l'evoluzione si metteva male e cominciavamo a morire di freddo, invece di scomparire abbiamo inventato i vestiti e siamo rimasti, alla faccia della natura che non ci voleva più! Avendo inventato i vestiti, abbiamo subito inventato la moda; altrimenti, che intelligenti saremmo stati? "Guarda quella con la pelliccia di scimmia tutta spelacchiata… che poveraccia! Hai visto come snelliscono la figura i cerchietti neri della mia pelliccia di leopardo, caaaraa?" Poi mi vengono a dire i naturalisti "Abbasso le pellicce… viva la pelle…" e cose del genere. Non è facile, non è facile…; noi le pellicce ce le abbiamo nel DNA! Con la moda abbiamo scoperto anche che gli abiti diversificano umano da umano: nudi sembriamo tutti tanti piccoli cani della prateria in atteggiamento di allerta, ma vestiti… un barone è un BARONE e Geppone rimane Geppone; non per niente si dice: "Viesti a Geppone ca' pare bbarone!" Per non far torto all'armonia degli opposti, la moda è però anche utilissima a renderci tutti uguali, giusto per rassicurare in noi il senso di appartenenza al branco. Senza vestiti in versione "divisa", i soldati non saprebbero più chi ammazzare e, nel dubbio finirebbero per far fuori più amici che nemici, anche se, purtroppo…., ciò continua ad accadere. Forse i vestiti, da soli, non bastano a rendere umano un umano!

Eleonora De Feo - 22/03/02

                                                                                                   

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