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Riportato al secondo principio della termodinamica, il concetto di "uguaglianza" richiama lo stato di quiete, stasi, morte, massimo disordine. Quindi: uguaglianza = morte; uguaglianza = massimo disordine. Infatti, laddove tutti i componenti di un insieme hanno raggiunto l'uguaglianza, si raggiunge necessariamente il massimo grado di entropia. Ne deriva che la vita, il movimento, l'evoluzione, sono produzioni di sistemi che hanno raggiunto il loro ordine lontani dall'equilibrio ed i cui componenti mostrano la massima disuguaglianza tra di loro. Se ciò è vero, anche gli esseri umani sono sistemi alieni dall'equilibrio e, pertanto, alieni dall'uguaglianza.
Che essi siano fisicamente diversi tra di loro è un'evidenza assiomatica della nostra realtà, di comprensione immediata. Che lo siano anche socialmente appare indiscutibile a primo colpo d'occhio ed è confermato dall'esistenza d'innumerevoli movimenti che tendono a sovvertire questo stato di cose e raggiungere l'uguaglianza sociale universale. Perché dunque dovrebbero essere uguali nella loro "essenza", se proprio questa ha origine da quello stato caotico sopra ipotizzato, lontano per definizione dall'entropia e dall'uguaglianza?
Perché, senza questo assioma, l'uguaglianza sociale non avrebbe più alcuna giustificazione. Tornerebbe in pieno vigore la "legge della jungla" ed accadrebbero tutti quegli orrori che vediamo spesso illustrati in Discovery Channel, National Geografic e tanti altri media naturalistici. Come nel mondo degli animali, che non hanno alcun motivo per considerarsi "uguali" tra loro, anche nella nostra società i più deboli soccomberebbero ai più forti. E' quindi assolutamente indispensabile che gli esseri umani siano uguali tra loro, tanto indispensabile che… è vero!
E… tutte quelle storie dei sistemi… dell'entropia… dell'equilibrio…? Consideratele pure fantasie prive di qualsiasi fondamento: nella nostra società di "uguali" gli orrori della jungla sono sconosciuti.
La Fede muove le montagne ed il Desiderio si veste spesso di Verità.
Eleonora De Feo -
11/5/02
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