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Gioca Museo I Servizi L'area archeologica

Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento

Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Via Magna Grecia, Paestum- Capaccio (Salerno)
Tel e fax: 0828.811023
 

Apertura: dalle ore 9:00 alle ore 19:00
Chiusura: primo e terzo lunedì del mese
Ingresso: €. 4 intero, €. 2 ridotto, €. 6,50 cumulativo 
(con visita all'area archeologica), 
€. 3,25 cumulativo ridotto

 

Il museo

Il Museo archeologico nazionale di Paestum è tra i più importanti musei archeologici italiani. E' dedicato ai reperti della zona degli scavi, del territorio e, in particolare, al Santuario di Hera della foce del Sele. Da questo provengono le celeberrime 33 metope arcaiche del Thesauros I e le 6 del grande tempio, capolavori assoluti dell'arte della Magna Grecia. Nel Museo sono conservati, inoltre, grandiosi frammenti architettonici, decorazioni in terracotta, ceramica corinzia e ionica, le hydrie bronzee da un sacello sotterraneo, una statua fittile di Zeus, le lastre dipinte, molte di arte campana e le più antiche di arte greca, tra cui la famosa serie della Tomba del Tuffatore.

 

La storia

Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum è sorto nel 1952 all'interno della città antica. Inizialmente era costituito da un'unica sala, costruita sulle dimensioni della struttura che riproduceva il primo Thesauros del santuario di Hera. Questo nucleo fu successivamente ampliato e furono predisposti nuovi ambienti, costruiti intorno ad un giardino interno e con vetrate aperte verso l'esterno. Il nuovo allestimento del museo documenta l'evoluzione e le trasformazioni della città, dalla fondazione della colonia greca tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C. fino all'istituzione della colonia latina.

 
Le sculture dell'Herion

Una sezione importante del museo è costituita dall'insieme delle decorazioni architettoniche e scultoree provenienti dagli scavi dell'Heraion del Sele. Le metope arcaiche in arenaria facevano parte del primo Thesauros. Di queste, diciotto sono dedicate alle imprese di Eracle. Si aggiungono a queste una serie di ex voto (frammenti di terrecotte, vasi, oggetti in metallo e in osso), che i fedeli offrivano al santuario. Notevoli le decorazioni a gronde leonine e le dieci metope superstiti del tempio maggiore dell'Heraion, che compongono una narrazione continua raffigurante un gruppo di danzatrici. 

   

La Tomba del Tuffatore

Tra i pezzi di inestimabile valore storico e artistico conservati nel museo, ci sono le lastre dipinte della cosiddetta Tomba del Tuffatore, attribuita intorno al 480 a.C. La tomba deve il suo nome al soggetto dipinto all'interno del lastrone di copertura, che costituisce l'unico esempio di pittura funeraria di matrice greca della città. E' un sarcofago, le cui pareti sono decorate con scene conviviali, mentre il lastrone di copertura reca sulla faccia interna l'immagine di un uomo che, dall'alto di una specie di colonna di blocchi di pietra a base quadrangolare, si tuffa in uno specchio d'acqua increspata, fra due alberi stilizzati.
Sul significato del dipinto, l'ipotesi più accreditata è che l'immagine rappresenti simbolicamente il passaggio dalla vita alla morte: le colonne segnerebbero i confini del mondo terrestre, mentre lo specchio d'acqua si potrebbe identificare con il fiume che conduce all'oltretomba.

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