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Parco Archeologico Urbano dell'Antica Volcei Buccino

 Foto e testi tratti a cura di ALTRASTAMPA EDIZIONI e Alfio Giannotti Photowork

La città:
Sullo scorcio del IV secolo a.C. il compiersi del processo di strutturazione sociale con l'emergere di famiglie dominanti comportò anche la strutturazione urbanistica della città.L'evento fondamentale sembra essere la costruzione dell'imponente cinta muraria in opera isodomica di blocchi di calcarenite locale, che i dati di scavo permettono di datare all'ultimo quarto del IV secolo a.C. La costruzione delle mura comportò la realizzazione del percorso stradale interno est-ovest che rimarrà anche nelle fasi successive come asse portante dell'urbanistica della città e dell'organizzazione del territorio esterno. La presenza di edifici pertinenti ad un vero e proprio impianto urbanistico in questa fase sembra testimoniata da resti di strutture individuate a Palazzo Forcella, al disotto delle fasi romane di via Canali e lungo via Egito. Ad una fase più avanzata, nell' ambito del II secolo a.C., ormai fortemente influenzata dalla presenza romana nella regione, sembra riconducibile la sistemazione a terrazze dell'area sottostante l'attuale castello.
Nei primi anni del I secolo a.C., probabilmente a seguito degli eventi della guerra sociale (91-88a.C.), la città subì gravi distruzioni, testimoniate dai livelli di macerie rinvenuti negli scavi condotti nell'isolato di via Canali.
La costruzione del tempio di Santo Spirito, databile tra il 60 e il 50 a.C, l'uso dell'opera quasi reticolata nelle strutture dell'isolato di via Canali, i cui cavi di fondazione tagliano gli strati di macerie suddetti, il ricorrere della stessa tecnica edilizia, anche se conservata per piccoli tratti, in altre strutture individuate, la contestuale costruzione di nuovi assi viari con sottostanti sistemi fognari, sembrano costituire un complesso omogeneo di dati tale da permettere di ipotizzare che l'impianto urbanistico del municipium fu frutto di un'operazione condotta in estensione sull'intera città poco prima della metà del I secolo a.C. Tra la fine del I secolo d.C. e l'inizio del II secolo d.C. è possibile ipotizzare un evento disastroso, forse un terremoto, che colpi la città distruggendo edifici e provocando frane del banco roccioso su cui erano impostati gli edifici. A tale evento potrebbe far riferimento un'iscrizione, databile nell'ambito del II secolo d.C., relativa ad un restauro del Caesareum, che definisce l'edificio "conlapsum", cioè crollato, formula spesso attestata dalle iscrizioni antiche per indicare gli effetti di un terremoto ("terree mota conlapsum"). 
Parti di edifici danneggiati e sigillati con riempimenti sono stati individuati in diversi punti della città quali, per esempio, l'ambiente posto nella parte sud dell'isolato di palazzo Forcella o quello di via sotto San Nicola. In ambedue i casi si tratta di ambienti di servizio che vengono riempiti di macerie contenenti materiali architettonici, quali frammenti di pavimentazioni musive ed intonaci, misti a frammenti pertinenti alla suppellettile domestica tra cui vetri, lucerne, ceramica da mensa e da cucina, anfore etc. L'indizio più rilevante di grandi opere di ricostruzione della città in questa fase, sembra essere l'edificio pubblico di via Canali, che si inserisce nel contesto dell'isolato precedente variandone la struttura, l'orientamento e la funzione. Vari rifacimenti successivi sono testimoniati nell'edificio di via Canali nel 111-IV secolo d.C., mentre sembra inquadrabile nel IV secolo d.C. un intervento di sistemazione del decumano con la costruzione di un ampio marciapiede, contenuto da una crepidine di blocchi irregolari, che comportò anche l'innalzamento delle soglie e dei piani di calpestio degli edifici che vi si affacciavano. Solo lungo l'asse del decumano e nelle aree occupate da edifici pubblici sono testimoniati sistemazioni ed episodi di riutilizzo delle strutture antiche nelle fasi alto-medievali. 

In altre aree della città, invece, sul versante nord e sud, sono documentati insediamenti precari costituiti da focolari con coperture sorrette da pali lignei. Una fase di contrazione della città sembra testimoniata anche dalla presenza di insediamenti di eremiti, cui sembra far riferimento la presenza di un culto di San Giovanni d'Egitto proprio nell'area delle grotte di via Egitto, in cui sembra possibile individuare i resti di un insediamento monastico di tal genere. E solo nel XII secolo che, con la costruzione del mastio del Castello, ha inizio un fenomeno di strutturazione "urbana" intorno al Castello, nucleo originario della città attuale. 

 

Il santuario di Santo Stefano:

Dal pieno IV secolo a.C. un complesso di notevoli dimensioni occupa il settore orientale della terrazza superiore con un impianto gravitante su una corte centrale. Tra l'ala meridionale e quella occidentale è posta una sala da banchetto con pavimentazione a mosaico. Una fase di ristrutturazione si colloca nel corso della prima metà del II secolo a.C., in questa fase viene realizzata nell'ala meridionale un ambiente destinato al consumo di pasti comuni. Il complesso è distrutto alla metà del III secolo a.C. ed alcune strutture vengono riutilizzate da una fattoria. La terrazza mediana si configura come una fascia lunga e stretta compresa tra il muro di terrazzamento della terrazza superiore ed il muro dell'area basolata della terrazza inferiore. Sulla terrazza mediana sembrano affacciare alcuni recinti che occupano, ad ovest dell'edificio, il margine nord della stessa. La terrazza inferiore, delimitata dal muro di temenos del santuario, è occupata in età tardo-arcaica da un recinto, cui si accede attraverso una rampa cordonata, dedicato ad un culto catactonio. Alla fine del IV-inizi III secolo a.C. trova posto in questa terrazza la tomba a camera nota come "tomba degli ori". L'ultima fase di frequentazione è costituita da un'ampia piazza basolata che sostituisce il recinto precedente nelle funzioni di area sacra.


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