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I Prodotti Tipici

Il caciocavallo silano

Il carciofo di Paestum

Il fico bianco del Cilento

Il limone Costa d'Amalfi

La mela annurca

La mozzarella di bufala

L'olio extra-vergine d'oliva

Il pomodoro San Marzano

 

Il caciocavallo silano

Il "caciocavallo silano" è un formaggio semiduro a pasta filata, prodotto con latte vaccino dalla forma ovale o tronco-conica.La denominazione "silano" deriva dalle origini antiche del prodotto legate all'altopiano della Sila. la produzione annua complessiva, di circa 11.000 quintali, è diffusa nell'ampia piana del Vallo di Diano.Il caciocavallo si presenta con crosta sottile, liscia, di marcato colore giallo paglierino più intenso verso l'esterno e meno all'interno;ha un sapore delicato che diventa piccante nel corso della stagionatura. La percentuale di grasso sulla sostanza secca non può essere inferiore al 38%.

Il carciofo di Paestum

Il carciofo di Paestum è una pianta che produce nel periodo che va da febbraio a maggio in media 5-6 capolini. tale coltura si distingue per particolari caratteristiche morfologiche ed
organolettiche. Per via della caratteristica forma tondeggiante dei capolini è detto anche "Tondo di Paestum". I capolini ben sviluppati, carnosi e di estrema morbidezza si caratterizzano per la compattezza, l'assenza di spine e il sapore delicato. la produzione del carciofo di Paestum ammonta a circa 300.000 quintali l'anno e rappresenta più o meno il 70% dell'intera produzione campana.

  

Il fico bianco del Cilento

Noto fin dal 3.000 a.C. in Babilonia, il fico è entrato nella cultura mediterranea assumendo aspetti magici per la sua qualità. prodotto caratteristico della provincia tipico del Cilento, vanta una coltivazione e una produzione tradizionale che si tramanda nel tempo. Il fico bianco del Cilento, così denominato per le sue caratteristiche, è attualmente uno dei prodotti proposti alla registrazione dell'Unione Europea tra quelli DOP

Il limone Costa d'Amalfi

L'origine della coltivazione del limone nella costiera amalfitana è ancora oggi molto dubbia. Recenti ritrovamenti nella zona degli scavi di Pompei fanno pensare che già in epoca romana la coltivazione fosse conosciuta nella costiera. Il limone sfusato amalfitano racchiude  in sé la sintesi di elementi naturali ed umani esclusivi che rendono unica la sua tipicità. Presenta un profumo intenso, una polpa succosa e dolce con una quasi assenza di semi che rendono il limone di Amalfi adatto al condimento. altra caratteristica tipica è quella di essere raccolti con una piccola porzione di ramo che consente la differenza sul mercato.

  

La mela annurca

La mela Annurca tradizionale è un frutto di forma rotondeggiante con epidermide rossa striata. nei pressi della cavità penducolare presenta una caratteristica area rugginosa, non molto estesa. La polpa è bianca, compatta, croccante, succosa, dolce,gradevolmente acidula, di eccezionale sapore, aromatica e finemente profumata.

La mozzarella di bufala

E' stato fra i primi prodotti italiani ad ottenere dalla commissione UE la registrazione quale Denominazione di Origine Protetta (DOP), (maggio 96). La mozzarella è un formaggio fresco, a sfoglie sottili, con crosta molto sottile e lucente di colore bianco porcellanato, fresco e fragrante, dal profumo di fermenti lattici vivi grazie al latte intero di bufala, che ne determina il gusto caratteristico. La produzione annua complessiva è di circa 150.000 quintali, per un valore di oltre 350 miliardi; 15.000 quintali sono destinati all'esportazione.

   

L'olio extra-vergine d'oliva

La coltura dell'olivo è tipica di tutta l'area del bacino del Mediterraneo. In molte zone collinari e montane della Campania la coltura costituisce la migliore occasione di valorizzazione delle risorse ambientali. La superficie regionale destinata alla coltivazione dell'olivo ammonta a circa 62.626 ha di cui oltre il 50% nella sola provincia di Salerno per una produzione che copre oltre il 40% delle 290.000 tonnellate di olio campano. L'ovicultura risulta concentrata soprattutto nel cilento, quindi in aree interne e collinari. Anche lungo la costa dei comuni compresi tra Agropoli e Centola - Palinuro, si registra una rilevante coltura dell'olivo. Ampie distese di olivi sono ubicate anche nell'alto bacino dell'Alento e nella zona collinare della Piana del Sele

Il pomodoro San Marzano

La denominazione Pomodoro San Marzano dell'Agro-nocerino-sarnese è riservata ai pomodori pelati della varietà San Marzano o da varietà ottenute a seguito di miglioramento genetico dell'ecotipo San Marzano. La trasformazione e l'inscatolamento del pomodoro ad opera di laboratori artigianali o di industrie conserviere deve avvenire in ogni caso nell'ambito della zona di produzione indicata dal disciplinare. La produzione annua varia tra gli 80.000 e i 100.000 quintali. Le caratteristiche sono così individuate: sapore tipicamente agrodolce, forma allungata della bocca con depressioni longitudinali parallele, colore rosso vivo, scarsa presenza di semi e fibre placentari. Le caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche rendono il prodotto particolare sia allo stato fresco che trasformato.

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