![]() |
![]() |
||||
|
|||||
|
|
|
||
|
IL NUOVO |
Il fischio del vapore - Francesco De Gregori/Giovanna Marini |
|
|
|
Track list
1 Sento il fischio del vapore |
L'esperimento è riuscito, "Il fischio del vapore" è stato in vetta alle classifiche di dischi per diverse settimane. Ovviamente non si tratta di un esperimento, e probabilmente nessuno, discografici in testa, si aspettava un simile risultato. Il ripescaggio della musica folk nostrana ad opera della coppia De Gregori/Marini non è stata nemmeno un operazione di marketing (oppure lo è stata, ed è stata così perfetta da ingannare tutti). Questa raccolta di canti popolari va probabilmente letta semplicemente come un disco ben fatto, un vuoto ben colmato, ma soprattutto un omaggio alla canzone popolare, quella in grado di porsi spontaneamente come chiave di lettura di costumi, politica e società di una data epoca. Così la riscoperta di canzoni come "Il fischio del vapore", probabilmente ispirata dalla spedizione italiana in Albania del 1914, o "I Treni Per Reggio Calabria", sulle manifestazioni operaie di Reggio Calabria contro il rigurgito neo fascista, delineano la volontà di non perdere di vista il passato, oltre ad offrire lo spunto per una riflessione sul nostro presente. L'ultima nota è per le musiche: gli arrangiamenti sono tutt'altro che originali, probabilmente si è preferito non stravolgere le canzoni per rispettare lo spirito di recupero che ha mosso la realizzazione dell'intero lavoro. |
|
IL VECCHIO |
J. Pizzarelli meets The Beatles - John Pizzarelli |
|
|
|
Track list
1 Can't Buy Me Love |
Non è facile andare a rovistare nel repertorio dei Beatles senza rischiare di cadere nel trappola della banalità, e senza rischiare di sfigurare davanti alle molte star (Ray Charles, Aretha Frankin, Bono Vox, per dirne alcuni), che si sono cimentate in cover dei brani più celebri dei Fab Four. Ma John Pizzarelli è riuscito a realizzare un ottimo album di cover senza cadere in nessuna di queste trappole. Tanto per cominciare, non ha scelto di inserire nel disco delle hits (a parte qualche eccezione), non ha cioè inseguito il pubblico dei Beatles, piuttosto ha "presentato" i Fab Four al suo pubblico. In secondo luogo, ha trattato gli arrangiamenti delle canzoni con la leggerezza che lo contraddistingue: sovrapponendo solo se necessario la sua morbida voce alla carezza della sua chitarra, all'inventiva dell'orchestra e alla pienezza del suo suono. Il risultato è uno swing elegante e romantico (nel senso buono del termine), che trova la sua massima espressione in "Here Comes The Sun", ma che è presente un po' ovunque nell'album, probabilmente favorito dallo stile dello stesso Pizzarelli, da quella sua aria da "cantante confidenziale", tanto che se ci si lascia trasportare troppo dal romanticismo, nell'ascolto, quasi ci si dimentica che si tratta di uno dei migliori chitarristi jazz in circolazione. |
|
|
||
|
|