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Queen: La storia infinita

Tutto ha inizio in un pomeriggio d'estate del 1970 nella capitale mondiale del rock, Londra. Protagonisti di una delle più esaltanti avventure della storia della musica sono: Brian May, studente di fisica astronomica; Roger Taylor, iscritto a medicina; Freddie Mercury (vero nome Frederick Bulsara), laureando in arte e design, Johm Deacon, l'ultimo a unirsi al gruppo, vero genio dell'elettronica. Chiuse le esperienze fallimentari con le precedenti band e scelto il nome, i quattro iniziano una lunga serie di esibizioni live. Tre anni di fuoco che culminano nel primo contratto discografico con la Emi. A differenziarli dalle altre band dell'epoca è l'approccio con il pubblico: gli altri giocano a fare i dimessi, loro no. Al centro delle esibizioni c'è un frontman dirompente; travolgenti dal vivo, chiusi in uno studio di registrazione, si trasformano in macchine da guerra. Nel 1974 pubblicano ben due album (Queen II e Sheer Heart Attack) che li proiettano nel firmamento delle superstar in Inghilterra, america e Giappone. Le polemiche con la stampa non sono certamente assenti, ma polemiche a parte, i quattro passano da un trionfo all'altro. Clamoroso il caso di Bohemian Rhapsody, il pezzo che più di ogni altro sintetizza la loro filosofia musicale. Cori da opera, armonie vocali raffinatissime e lo spettacolare suono rock della chitarra di May lasciano di stucco gli stessi programmatori delle radio che , prima di essere inondati di telefonate dai fans, si rifiutano di trasmettere il brano. Il sigillo finale a una popolarità in continua crescita arriva con News Of The World (1977), l'album di We Will Rock You e We Are The Champions, due canzoni-inno utilizzate in tutto il mondo per celebrare le vittorie sportive nelle arene e negli stadi. In seguito trionfano con Jazz (1978), poi registrano un disco dal vivo mozzafiato, Live Killers (1979), lavorano alla colonna sonora di Flash Gordon e sfiorano i record di incassi con l'album The Game. I Queen hanno ormai una sola missione: superare se stessi. Obiettivo raggiunto grazie allo spettacolare singolo Under Pressure, registrato con David Bowie in Svizzera. Uno di fronte all'altro, davanti allo stesso microfono, David e Freddie incarnano due modi diversi di intendere l'arte visiva del rock: nordico e imperturbabile il primo, passionale e mediterraneo il secondo. Iniziano i lavori di preparazione per Hot Space (1982) un album di transizione che segna una brusca virata verso atmosfere marcatamente dance. Il mezzo passo falso viene dimenticato con due anni più tardi con l'album The Works, il disco di Radio Ga Ga e I Want To Break Free. Ma il momento clou arriva nel luglio '85, quando la Regina surclassa tutti i partecipanti al Live Aid (concerto benefico per l'Etiopia) con un'apparizione fulminante, 17 minuti di medley dei classici del gruppo, entrati a pieno titolo nella storia del rock. A supporto di A Kind Of Magic (1986), tra l'altro colonna sonora del film Highlander, la band organizza uno show senza precedenti: palco di dimensioni mai viste, amplificazione potentissima e un impianto luci capace di illuminare a giorno un intero quartiere, sono gli ingredienti di un tour che si chiuderà il 9 agosto a Knebworth, davanti a 250mila persone in delirio. Una sera davvero speciale, che segna la fine del mito live dei Queen. Da allora la band non suonerà più in pubblico. Il lento ma inesorabile virus dell' HIV ha già colpito, ma Freddie ancora non lo sa.Cinici come al solito, i tabloid inglesi iniziano il gioco delle indiscrezioni sullo stato di salute del vocalist. Voci che rimbalzano da una parte all'altra del pianeta, suffragate dall'assenza di un tour dopo la pubblicazione di  The Miracle (1989). Chiusi in studio a registrare Innuendo, ennesimo campione di incassi, i Queen cercano di esorcizzare con la musica il momento più difficile della loro carriera. Portare a termine l'album non è un'impresa facile, ma alla fine ce la fanno. Quello che nel gennaio 1991 esce in tutto il mondo è un lavoro splendido, che recupera la dimensione epica dei primi dischi. A chiudere il compact, un pezzo dal titolo emblematico: The Show Must Go On. I mesi che seguono la pubblicazione di Innuendo sono un susseguirsi di voci e mezze smentite e di fotografie "rubate". Fino al comunicato stampa in cui Freddie ammette la malattia. Poche ore dopo se ne va...Cinque mesi più tardi, il 20 aprile 1992, lo stadio Wembley di Londra ospita uno dei più grandi eventi live degli ultimi vent'anni: accompagnati da Brian, Roger e John, decine di artisti rieleggono i classici della Regina. Una serata indimenticabile, con un'immagine simbolo che colpisce l'immaginario collettivo: quella del Duca Bianco, David Bowie, e Annie Lennox che si fissano negli occhi lucidi dopo una versione da brividi di Under Pressure. Quando, il 24 novembre del 1991, la morte portò via Freddie Mercury, si ebbe l'esatta idea di quanto fosse grande il successo raggiunto dai Queen nel mondo intero.

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