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Daniele Scannapieco
Intervista di Lory Casella
Scannapieco presenta il suo
primo Cd, in occasione dell' Alfa Soul Tour (un viaggio musicale intrapreso
dall'Alfa Romeo a dicembre 2001 ad Orvieto per l'Umbria Jazz Winter per
approdare Salerno, unica tappa in Campania). Questo incontro originale svela la continua ricerca che l' Alfa Romeo e il Jazz condividono sin dal 1900
di nuove forme d'interpretazione.
S. Quando
hai avuto il primo approccio con la musica?
D. S. A
sei anni. Mio padre, anche lui musicista mi invogliò a studiare il clarinetto;
mi esibivo
nella banda di Campagna (Sa) e dopo il Diploma di Conservatorio ho abbandonato
il clarinetto per il sax. Suonarlo mi procurava delle vibrazioni particolari nel corpo ed è
stato subito amore!
S. Tu rientri nel JazzClub dei musicisti
salernitani. Il tuo primo Cd è allora rivolto a un pubblico ristretto? E
poi potresti spiegare ai non intenditori il significato di hard bop, cioè lo stile musicale da te abbracciato?
D.S. L'hard bop (bop più duro) rappresenta uno sviluppo del Be
bop, stile jazzistico dal ritmo
veloce e elaborato, caratterizzato dall'uso di accordi dissonanti, salti di
note e maggiore libertà
strumentale, in una parola rappresenta " il movimento", io lo
trovo geniale!
Il mio Cd è stato registrato in un' unica sera, proprio come se fossimo un
locale a suonare.
In quel momento non pensavo di dover realizzare un prodotto destinato a un
pubblico ristretto, anche se la vita c'insegna che determinate cose non sono
destinate a tutti, specie quelle più prelibate.
Nel mio Cd traspare la semplicità e tanta energia; la mia musica non è molto
articolata, perciò
penso che sia destinata a un qualsiasi pubblico.
S. Cosa ha significato per te il tour con Dee Dee
Bridgwater , una delle cantanti più apprezzate del panorama jazzistico
internazionale?
D.S. E' stata una
grande esperienza che mi ha permesso di conoscere tanta gente, di girare il
mondo e di guadagnare di più. Le prime tappe mi hanno fatto vivere un sogno,
ma poi la standardizzazione di ogni spettacolo, suscita emozioni sempre minori
e ciò finisce per frenare
la propria espressività. Per noi musicisti quindi è inevitabile non
fossilizzarsi in un' unica situazione
lavorativa, ma è fondamentale fare sempre nuove esperienze, per acquisire
quelle conoscenze
e quegli stimoli necessari a una crescita artistica, anche se spesso significa
rinunciare ai soldi e alla fama.
S. Come è stato invece suonare in Francia, tappa obbligata per
i jazzisti?
D. S. A differenza dell'Italia, in Francia esiste un vero e
proprio mercato del Jazz e per la gente è normale comprare i dischi jazz. In
Italia sono ancora pochi ad apprezzare questo tipo di musica.
La Francia è bella perché multietnica e intorno all'arte c'e più
fermento.
Parigi è di sicuro la capitale europea dell'arte. Lo stile musicale dei francesi, a me non piace
molto, forse perché hanno una sorta di rigetto per tutto ciò che è molto
"americano" e hanno concezione del jazz molto personale e particolare.
S. Come intendi promuovere il tuo primo Cd?
D.S. MARTEDI' 26 NOVEMBRE terrò un concerto all'
Auditorium di RAIRADIO3 alle 20:20.
Poi dal 6 dicembre comincerò una tournée in Italia (da Padova a Lamezia Terme)
e in Svizzera.
S. Salernocity.com sostiene volentieri giovani artisti come
te, capaci di portare un po' di arte
nostrana all'estero e ti faccio per questo i nostri migliori auguri!
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