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Il punto coronato

Il Klezmer


Il termine klezmer (coniato solo intorno agli anni '60) individua genericamente la musica popolare degli ebrei dell'Europa orientale, e deriva dalle parole “kley” e “zemer”, vocaboli Yiddish che significano più o meno “strumento musicale”. Sull'origine di questo genere i pareri non sembrano unanimi, ciononostante tracce del Klezmer si ritrovano già nei ghetti dell'Europa Orientale intorno al XV secolo, quando gruppi di musicisti, di estrazione popolare, si esibivano in Sinagoghe, in feste di matrimoni ebraici, in cerimonie, ma anche in feste profane, o addirittura tra i cristiani. 
La musica klezmer si distingue per una sua maniera particolare di interpretare e ornamentare una melodia, sia che essa sia d’origine ebraica o no: come una reminiscenza delle ornamentazioni e dei melismi dei cantori delle sinagoghe; inoltre utilizza delle tecniche strumentali poco frequenti, con molti trilli e glissandi, soprattutto al clarinetto, con una capacità rara e giubilatoria di passare istantaneamente dal dolore più intenso alla gioia più sfrenata (http://perso.wanadoo.fr). Il Klezmer è in pratica un genere multiforme, che risente del carattere girovago dei musicisti che lo suonano, i quali si spostavano costantemente alla ricerca di un "ingaggio". Proprio questo continuo girovagare ha fatto si che il klezmer venisse in contatto (contaminando ed essendo a sua volta contaminato) con le diverse culture musicali delle regioni che ospitavano comunità ebraiche; da qui le inflenze rumene, polacche, ungheresi, greche, ma anche quelle della musica tzigana. Le traversie cui è stato sottoposto il popolo ebraico, ma la stessa indole dei Klezmorin (ovvero gli artisti klezmer, musicisti liberi, spesso poveri, perchè pagati in base alle possibilità di chi li ingaggiava e non in base al loro reale talento), hanno fatto si che il diffondersi del klezmer non si limitasse all'Europa, ma, sopratutto all'inizio del XX secolo, traversasse l'oceano alla volta dell'America. Da qui nuove contaminazioni, prevalentemente con la musica country e con il jazz, generi che pur dando una forte impronta al Klezmer, non lo distoglieranno dalla sua principale funzione, quella di animare le feste comunitarie e popolari. Dopo la guerra tuttavia la musica klezmer cadde in quasi completo disuso, a favore di altre correnti musicali. 
La riscoperta del klezmer, nella forma in cui l'ascoltiamo ai giorni nostri, avviene intorno agli anni '60, e non solo per mano di musicisti ebraici, ma anche per la scelte originali di musicisti Jazz e Country. Si formano così delle orchestre, si riscoprono vecchie incisioni dell’ inizio del XX sec., e finalmente si conia il nome del genere: "Klezmer", per l'appunto.
L'interesse crescente degli ultimi anni per la musica "tradizionale", per la "contaminazione", per la "word music", e le rassegne e i festival che a questi movimenti musicali sono dedicati, hanno portato grande popolarità al klezmer e suoi musicisti, un nome su tutti: Gora Bregovic e la sua orchestra.
In Italia il Klezmer ha trovato molto spazio e un discreto consenso soprattutto tra i giovani, ma anche nei circuiti alternativi, e nei festival legati alla contaminazione musicale. Il gruppo più rappresentativo del genere in Italia sono i KlezRoym, ma tracce significative di Klezmer sono presenti anche nei lavori di musicisti non specialisti ma molto noti al grande pubblico, ricordiamo Enrico Ruggeri (che ha portato il Klezmer a Sanremo 2002 "Primavera a Sarajevo") e soprattutto Vinicio Capossela con l'album "Canzoni a Manovella" e con le precedenti collaborazioni in con la Kochani Orchestar.

1 La Contaminazione
3 La Bossa Nova
4 Il Tango
 


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