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Antonio Onorato Breath Guitar Band


Il 10 Aprile al Tribù di Nocera Inferiore, nell'ambito della rassegna "Walkin on Music", si è esibito Antonio Onorato con la sua "Breath Guitar Band". 
C'era il pienone, e a sentire quello che si dice in giro, pare che non sia una novità per il locale nocerino. Ciononostante fa un certo effetto constatare l'alto livello di coinvolgimento del pubblico per un tipo di musica certamente non facile. Onorato, del resto, ha messo subito in chiaro le cose quando ha cominciato il concerto imbracciando la sua Guitar Synth Yamaha con controllo a fiato (Yamaha G10): chiunque era andato al Tribù con l'intenzione di fare due semplici chiacchiere con sottofondo musicale, non aveva fatto i conti con la travolgente musica del chitarrista. 
La chitarra a fiato dell'artista napoletano ha da subito catalizzato l'attenzione del pubblico con il suo suono particolare, le sue melodie mediterranee, sostenuta perfettamente dalla batteria di Mario De Paola e dal contrabbasso di Diego Imparato. Prezioso è stato poi l'apporto della tastiera di Joe Amoruso, guest star della serata, il pianista partenopeo è entrato immediatamente in sintonia con la Band del chitarrista.
Dopo un primo brano "elettronico", Onorato ha provvisoriamente accantonato la sua Yamaha G10 per suonare un po' di jazz "puro", brani intensi, che hanno messo in risalto (per chi ancora aveva qualche dubbio) le sue doti di musicista completo, e non solo quelle arcinote di ricercatore e sperimentatore di nuove sonorità.
Il concerto è così proseguito con l'alternarsi dei registri sonori che di volta in volta ha suggerito la scelta del tipo di chitarra da parte di Onorato: morbido e intenso con lo strumento classico, sofisticato ed elegante con la Yamaha G10. Chitarra singolare, quest'ultima, il cui suono è controllato dal soffio del musicista costretto nelle sue performance ad uno sforzo "doppio": da un lato il controllo del soffio per il suono, e dall'altro la gestione degli accordi. 
Particolarmente degne di nota le performance al pianoforte di Amoruso: non ce ne vogliano gli amanti delle testiere, ma il musicista proprio al piano ha regalato le emozioni più intense della serata.
Complimenti, quindi, alla direzione artistica del Tribù, che ha portato musica di qualità in provincia, cercando di dare qualcosa di nuovo, di ricercato, al suo pubblico. 
 


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