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"Buddy Miles"
Concerto al Castello Arechi.
Quando una serata funziona!
C’ero anch’io! Immagino che sia successo a tutti di ritrovarsi ad uno spettacolo in un teatro, in una piazza o in un’arena e chiedersi il motivo per cui si è lì...ci si ricorda che lo spettacolo aveva tutti i numeri per essere divertente e per regalare una serata indimenticabile. Ma qualcosa non funziona, forse l’umore non è quello giusto, ma stenta a crearsi quell’atmosfera. La straordinarietà di un artista non è soltanto il talento, ma è soprattutto la capacità di coinvolgere il pubblico, di trasformare uno spettacolo in un dialogo ed in uno scambio di emozioni. La generosità nel darsi, il desiderio di suscitare emozioni, raccontandosi attraverso la propria arte, la propria musica.
Buddy Miles è uno di questi artisti e la serata del 26 luglio al Castello Arechi, che si preannunciava magica, non ha deluso le aspettative del folto pubblico accorso. Alex Maranca e Deirdre Pascall, i "Round Colored Note", hanno aperto la serata. L’atmosfera si è riscaldata ancora di più grazie alle note del violoncello ed al sound del basso, un repertorio originale e “pezzi” di Hendrix riarrangiati per l’occasione. Deirdre è riuscita ad incantare il pubblico con la sua bravura e la sua simpatia. Cordiale e gentile, ha salutato tutti alla fine della serata, ha parlato delle sue emozioni, del grande onore di aver suonato con Buddy. A fine serata, infatti, Buddy ha suonato con tutti gli artisti intervenuti. Gianfranco Marziano, coerente con la sua personalità istrionica ed il suo carattere anticonformista, ha introdotto l’ex batterista di Hendrix. Dialetto e battute per una presentazione fuori dagli schemi, ma di grande Jimi Hendrix efficacia. Molti erano lì per lui, un grande...anche se completamente folle.
Chi scrive ha avuto l’onore e la sventura di passare una mezz’ora con lui: libri citati e sconsigliati, esoterismo, streghe, angeli messaggeri e demoni, universi paralleli, la meccanica quantistica per spiegare i buchi logici, lo spazio e il tempo, la bellezza delle donne...in un delirio linguistico farcito di parolacce e risate agitandosi...e agitandomi! Ma Gianfranco è così...prendere o lasciare!
Ma torniamo a Buddy ed all’aria elettrica che si respirava, agli applausi, al divertimento, alla sua generosità, al suo amore per il pubblico. Simpatico con i giornalisti, ha risposto alle domande, intenso quando ha parlato di Hendrix, ricordandolo ed asserendo che se fosse stato ancora vivo avrebbe continuato a suonare la musica che avevo dentro. La serata è diventata rovente quando Massimo Moccia ha ceduto la sua chitarra a Gianfranco Marziano, dopo una performance straordinaria, insieme a Mario Ferrigno ed a Sergio Orso. Musica ed adrenalina, un successo ed una testimonianza di quanto si possa essere grandi rimanendo semplici ed amando appassionatamente il proprio lavoro. Applausi e applausi. Un castello in festa...
Si iniziano a smontare gli strumenti, ogni pezzo viene riposto nell’apposita custodia, la gente chiacchiera, sorride e commenta, seduta sulla scala antistante l’ingresso alla corte, risate e parole dopo un momento di condivisione e di divertimento.
Buddy sta per lasciare l’Arechi, chiede al suo accompagnatore di lasciargli un momento per guardare il panorama. Mi avvicino e lui mi guarda, sorride ed inizia
Il Castello di Arechi a cantare e ad usare il suo enorme torace come un tamburo. Mi saluta, mi chiede il nome e mi fa il baciamano, un gentleman... “Si è divertito?”. E
lui “Sì tanto...è sempre bello parlare con il proprio pubblico, è stato il banco di prova per il tour che partirà a settembre e che mi porterà ancora in Italia, Spagna e Germania…tutto funziona…sai dopo un periodo di silenzio è emozionante tornare a suonare, sono stato molto amato - parla lentamente e guarda lo straordinario panorama - Qui ho incontrato molti amici”.
Si riferisce anche agli organizzatori della serata, alle persone che hanno fortemente voluto la sua presenza e che si erano resi conto della straordinaria occasione. Li cito, anche se me ne vorranno per un po’: Alex Giordano, Peppe Capuano ed i musicisti che hanno suonato con il grande Buddy. Amici…è così che li chiama.
…“Sai, il mio pubblico mi ama ancora ed io devo rispettare e ricambiare quest’amore con la mia musica, con il mio lavoro. Vorrei che anche chi non ha vissuto quello straordinario periodo possa venirne a conoscenza e l’unico modo in cui posso farlo è con la musica...vorrei continuare...”. Lo guardo e gli rispondo: “Deve!”.
Mi sorride e mi ringrazia per le mie parole, mi saluta e continua a farlo anche quando entra in ascensore...è stato un grande onore conoscerlo. Intanto, Marte splende in tutta la sua bellezza, è in opposizione, e non è mai stato così vicino alla Terra da 70.000 anni. Anche questo è un segno...dei messaggeri e dei messaggi di cui parlava Marziano, dell’intensità di un grande artista...di una bella e riuscitissima serata...sarebbe dovuto succedere di più...ed è successo!
A cura di Elga Barbarisi.
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