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Dario Deidda a Jazz in Parco
Il bassista salernitano ha
presentato il suo primo CD: "3 from the Ghetto"
Jazz in Parco è al giro di boa. La rassegna jazz di Nocera Inferiore è giunta a metà del suo tragitto dopo aver ospitato i primi tre concerti nella consueta, suggestiva, cornice di Palazzo Fienga. Ha aperto le danze lo sfrenato sound del pianista Ahmad Jamal (uno dei più amati da Miles Davis) venerdì 30 Maggio, mentre la sera di Sabato 31 Maggio ha ospitato ben due concerti: il primo, un classico del jazz, ovvero Benny Golson e il suo morbido sax, accompagnato da Antonio Ciacca al pianoforte, Ben Hazleton batteria, Gene Calderazzo contrabbasso; il secondo, che ha praticamente aperto la serata, è stato il concerto di Dario Deidda, che per l'occasione ha presentato il suo primo CD "3 from the Ghetto".
Il famoso bassista salernitano era accompagnato sul palco dal fratello Alfonso che si è
diviso tra pianoforte, sax e testiere, da Simone Prattico alla batteria, da Fabio Zeppetella alla chitarra e, per buona parte del concerto, da un ospite di eccezione, uno dei vocalist più talentuosi
del panorama musicale italiano Gegé Telesforo.
Dario Deidda era emozionato (del resto stava presentando il suo primo CD) e lo ha confessato subito al pubblico del Fienga, ma evidentemente l'emozione non ha condizionato la sua performance, il bassista ha esordito con un "assolo" che metteva subito in chiaro un concetto fondamentale della musica, il concetto di "groove". Il groove è un dono che non tutti i musicisti hanno, si tratta di un concetto che non si può spiegare a parole, bisogna avere la fortuna di ascoltare un musicista che ne è impossesso e sentire qualcuno
seduto accanto a noi dire: "Questo ha il groove", solo allora
sapremo di che si tratta. Bene, Dario Deidda è uno di quei musicisti che
ha il groove, e chi era al Fienga sabato sera adesso sa di che stiamo
parlando. Ma c'è da dire che tutti i musicisti della formazione messa
insieme dal bassista (molto affiatati), si sono mantenuti su livelli alti
nella loro performance, e lo hanno fatto tanto quanto si è trattato di
affrontare cover di grande autori come il bassista Jaco Pastorius, tanto
quanto si è trattato di proporre al pubblico brani scritti dallo stesso
Deidda, come la coinvolgente "3 from the Ghetto", che ha dato il
nome al cd, in cui si avvertono limpide le contaminazione con il reggae.
Dopodicchè sul palco è salito Gegé Telesforo, vocalist virtuoso (ma
anche produttore e conduttore radiofonico per Radio Capital), che ha
ammaliato il pubblico con il modo strepitoso in cui gestisce la voce come
fosse uno strumento musicale: su tutti un "assolo" di batteria
in cui, ad occhi chiusi, nessuno avrebbe detto che si trattava
"soltanto" di una voce che imitava piatti e gran cassa, e non di
una batteria vera e propria.
A cura di Giuseppe Lucarelli.
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