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TEATRO NAZIONALE DI BURATTINI
DI
VITTORIO FERRAIOLO


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Pe ttè songo nu principe
Pe ttè sò nu signore,
per questo colto pubblico
sono un umile servitore

Così il più grande Pulcinella di tutti i tempi, Antonio Petito, terminava alcune delle sue famose farse. Da questo grande attore-autore napoletano, Pasquale Ferraiolo senior trasse lo spunto per i suoi primi grandi successi di burattinaio. 
In brevissimo tempo la sua bravura venne riconosciuta in tutta l’Italia meridionale. Nel 1904 partecipò per la prima volta al festival di Napoli e al famoso carnevale di Caserta.
 
All’esposizione etnografica di Roma (1911), ebbe l’onore di avere tra il suo pubblico la Regina Margherita con i nipotini. Tra il 1913-14, diede spettacoli con i suoi burattini sulle navi della flotta da guerra italiana di stanza a Taranto. 
Dopo una lunghissima serie di successi in tutta Italia, si spense il 30 agosto 1934 a Caserta. 
La sua arte fu ereditata dai figli Francesco e Salvatore che formarono una formidabile coppia di artisti burattinai.
Si andò avanti così, di successo in successo, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Ci fu a quel punto un periodo di stasi che durò circa dieci anni, duranti il quale i due fratelli divennero commercianti. 
Ma, per Francesco la passione per il teatro non si era mai spenta e, così, nel 1949 chiamati a sé i figli Pasquale, Vittorio ed Adriano, formò con essi una nuova compagnia: “Fratelli Ferraiolo”.
 
Diretta magistralmente dal genitore, questa con il passare degli anni mieteva successi sempre maggiori, soprattutto perché, pur seguendo in linea di massima la tradizione artistica del primo Ferraiolo, si avvaleva di tecniche teatrali sempre più all’avanguardia.
 
Dopo varie presenze alla RAI Radio-Televisione italiana in spettacoli quali: TV dei ragazzi, Studio Uno, ecc., si giungeva nel 1973.
Il 5 dicembre di quell’anno mentre i tre figli, coadiuvati dallo zio Michelangelo, fratello di Francesco, stavano registrando a Roma per conto della RAI-TV tra farsette, scelte tra il loro vasto repertorio, moriva a Salerno il padre Francesco. 
Calcando le orme paterne i giovani Ferraiolo hanno continuato a conseguire successi dappertutto: nelle scuole, in festivals vari, in televisioni e teatri d’ogni luogo. 
A Napoli, nel teatro “Sancarluccio”, tempio del folclore e della cultura del teatro napoletano, gli spettacoli sono stati confermati per ben quattro anni consecutivi. 
Oggi questo tipo di teatro, creato circa un secolo fa, è diretto dai figli di Vittorio: Tiziana, con il marito Maurizio, Mario e Rossano Ferraiolo, trasmettendo intatto il vecchio messaggio di una comicità semplice e genuina, pedagogica al tempo stesso, unita in una matrice artistica sempre più in evoluzione.

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