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La salvezza dei marinai affidata all'olio d'oliva.

Così era alimentata la Lanterna del porto di Genova. Le navi che entravano erano soggette ad una gabella per il faro. Dove attualmente sorge il porto di Genova gli antichi Romani avevano costruito una barriera di protezione che si prolungava in mare verso ponente. Di fronte, al promontorio venivano accesi, fin dai tempi più remoti, i fuochi che servivano a guidare i naviganti verso terra.

Il promontorio attuale colle di San Benigno, era primo detto Capo Faro; su di esso si erge una torre costruita nell'XI secolo, raffigurata in ogni veduta, in ogni quadro.
La torre, costruita su due ordini di sezione quadrata, alta 76 metri, pare avesse la struttura molto simile a quella dell'antico faro di Ostia e a quella del faro dell'isola di Pharos, posto all'ingresso del porto di Alessandria d'Egitto. L'accensione del fuoco per indicare la rotta ai naviganti, ai mercanti che provenivano da lontano, era già in uso intorno all'XI secolo. Si hanno notizie certe a riguardo nel 1128: da alcuni documenti riguardanti il faro e la gestione dello stesso, risulta che le navi che arrivavano all'approdo erano tenute al pagamento di una gabella pro igne faciendo in capite fari.
Preposti alla manutenzione del fanale erano i consoli del mare, i salvatori del porto e del Molo, i padri del comune ed infine i conservatori del mare.
Inizialmente usata per l'avvistamento e la segnalazione, la torre era in posizione tale da avere una visione totale di tutto il golfo e comunicare l'arrivo di eventuali navi sospette. Il sistema dei segnali era molto semplice; di giorno si esponevano i coffini, la vela e si faceva fumo dal lato da cui si dovevano arrivare le navi, di notte quando era tutto tranquillo era visibile un lume chiaro e fisso, quando invece venivano avvistati vascelli sospetti, si esponeva la luce tante volte quanti erano i vascelli.
La prima lanterna vera e propria fu installata nel 1326 e fu sostituita da un'altra parte nel 1326 e fu sostituita da un'altra nel 1354. Tale lanterna era di forma leggermente conica con la base più larga della parte superiore; in alto una sfera di rame. Già negli scritti dell'epoca, ove erano registrate tutte le spese di manutenzione, di gestione questo fanale era chiamato come allo stato attuale Lanterna.
Con gli eventi bellici dell'inizio del XVI secolo la torre fu distrutta; era il 1513. La torre venne ricostruita e dotata di una nuova lanterna solo dopo trent'anni.
La torre del 1543 è quella che tutt'ora si vede dominare il porto. La lanterna alimentata prima con gli arbusti delle piante spontanee che erano sulla stessa collina, poi con l'olio d'oliva, successivamente fu trasformata ad olio minerale, poi a petrolio, a vapori di petrolio, ad acetilene ed infine ad energia elettrica. Con il passaggio dagli specchi parabolici alla lente di Frasnel del 1841, fu aumentata la portata visiva, anche se la lente funzionava ancora ad olio di oliva.
Solo con la trasformazione a vapori di petrolio raggiunse le 27 miglia di portata visiva.
Attualmente la portata luminosa è di trentasei miglia e annette un radiofaro quale ausilio alla navigazione.


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