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Quando le barche andavano a vapore.

Il rimorchiatore Pietro Micca è una delle poche navi funzionanti di questo genere.
Accanto ai rimorchiatori di colore rosso-arancio che siamo abituati a vedere al Molo Manfredi del Porto commerciale, c'è la sagoma scura di una vecchia signora del mare: è il Pietro Micca, una vera rarità, una delle poche navi esistenti in tutto il mondo che naviga ancora, pur

essendo stata varata nel lontano 1895; non solo, ma naviga ancora con un apparato di propulsione a vapore perfettamente funzionante.
La macchina a vapore a triplice espansione è tenuta in perfetto stato assieme ai macchinari ausiliari di bordo, tutti dell'anno 1895.
Costruito in Inghilterra dai cantieri " Rennoldsen & Sons" siti nei pressi di Newcastle, vanta una lunghezza ft.di 30 metri, una larghezza di 6.20 ed è 134 tonnellate di stazza. Lo stesso vapore alimenta anche il salpancore e l'argano di tonneggio. La gloriosa nave, oltre ad assolvere al compito di rimorchiatore, ha avuto anche una vita abbastanza avventurosa: durante la prima e la seconda Guerra Mondiale "ha prestato servizio in Marina" come dragamine ausiliario, imbarcato persino una mitragliatrice oltre alle apparecchiature per il dragaggio. Nel 1958 effettuò il salvataggio di una carboneria da 18.000 tonnellate, che ormai era data per spacciata, riportandola in porto. L'unica modifica subita dalla macchina principale è stata la trasformazione della caldaia: nel 1952 è stata rimossa la vecchia a carbone sono stati imbarcati dei bruciatori per olio combustibile.
Per il resto tutta la nave è rimasta identica a come fu varata nel 1895. Ma il merito di averci conservato una nave con un passato glorioso, ricco di lavoro e varie traversie, unica nel suo genere, che altre nazioni ci invidiano, va quasi esclusivamente a tre uomini del vecchio equipaggio, che non hanno abbandonato la nave nel momento in cui sembrava fosse diventata un peso inutile da demolire; essi non l' hanno abbandonata nel vero senso della parola, perché per evitare che diventasse un "ferro vecchio" si sono trasferiti a bordo stabilmente somministrandole le cure del caso. Due anni di sacrifici durante i quali per il Pietro Micca sono state trovate altre soluzioni: è stata acquistata dall'Associazione Amici delle Navi a Vapore "Gianluca Spinelli" con lo scopo di usarla per fini ambientalistici, cui oggi è destinata. A salvare la nave dalla fiamma ossidrica è stata quindi la buona volontà di uno sparuto, testardo gruppo di uomini, che si sono sacrificati per l'amore per il mare e per la barca che li aveva visti da sempre a bordo.


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