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I pirati: il terrore dei mari ieri come oggi.

Ogni anno vengono riportati centinaia di episodi di abbordaggio ad imbarcazioni.
Quando si legge la parola "pirata" riemergono le immagini impresse nella mente durante la lettura dei romanzi di avventure. La pirateria, però, é una piaga ancora attuale: l'IMO (International Maritime Organization) conta centinaia di episodi ogni anno; questi si verificano sopratutto in oriente, nel Mar della Cina, ma anche in Somalia e nelle acque del Sud America. Le gesta dei malfattori dei nostri giorni non hanno niente in comune con la pirateria d'altri tempi avvolta spesso nel fascino dei romanzi salgariani. La pirateria nelle varie epoche ha assunto varie forme: è stata esercitata fin dai primordi, infatti già vi sono tracce di pirati nel secondo millennio a.C., soprattutto Fenici ed Anatolici. In Oriente la pirateria era un vero flagello, ma non tardò ad arrivare anche in Occidente dove si diffuse molto anche sulle nostre coste ad opera di Illirici, Etruschi e Liguri.

Coloro che imperversavano in epoca romana erano soprattutto gli Etruschi: contro i pirati fu effettuata una campagna che durò, con qualche interruzione, dal trecento A.C. fino all'80 D.C.. Solo durante l'impero di Augusto il fenomeno fu quasi completamente debellato, tanto da far rifiorire i commerci e gli scambi. Vi era un'altra figura di pirata, il "corsaro", che a differenza del suo stretto cugino, era un vero e proprio incaricato del sovrano a compiere azioni predatorie: questi veniva insignito "di una lettera di marca" o "patente di corsa" da cui corsaro. Questa fiorente attività non si sviluppò solo nel Mediterraneo, ma furono abili pirati anche i Vichinghi, che avevano le proprie basi navali nei fiordi norvegesi. Si racconta di pirati vichinghi o comunque nordeuropei che sbarcarono persino sulle coste americane.
Nel Medioevo sui nostri territori imperversavano orde di crudeli Arabi che attaccavano ogni nave e distruggevano le città costiere, saccheggiando ed uccidendo. Nell'829 saccheggiarono l'attuale Civitavecchia, dove tuttora vi è una lapide a ricordo del fatto. Poco più tardi i Saraceni si stabilirono alla foce del Garigliano, luogo di partenza per le loro scorribande in tutta la penisola ed anche sulle coste francesi e spagnole. Bari e Taranto furono rase al suolo e gli abitanti uccisi o resi schiavi. Dopo un periodo di arresto della pirateria, tra l'undicesimo e il quindicesimo secolo, nel XVI secolo ricomparvero i pirati e ce ne furono alcuni tristemente famosi: Khair ad-in detto Barbarossa. Questi dopo la morte del fratello, aveva costituito il Regno di Algeri, facendo di tale città uno dei centri più potenti del Mediterraneo, con una flotta imponente. Subì una sconfitta inflittagli da Andrea Doria, ma riuscì a respingere l'attacco ad Algeri dove morì nel 1547. Continuò le sue gesta Dragut, che fu anch'egli combattuto da Doria, ma riuscì a sfuggire alle navi del Comandante scavando in pochi giorni un canale artificiale e fuggendo in direzione opposta. Ma l'epoca d'oro della pirateria non era ancora arrivata: questa va dalla seconda metà del secolo sedicesimo ai primi anni del XVIII. In Francia Jean Bart, uno dei più famosi corsari dell'epoca, dopo lo scontro nel Mare del Nord con gli Olandesi, per il predominio sulle attività di pesca, si mise al servizio di Luigi XIV e sconfisse gli Olandesi in varie occasioni: dopo la cattura della nave "Nettuno", Luigi XIV  gli donò una catena d'oro e lo insignì di un titolo nobiliare. Nel Mar dei Caraibi operavano "i bucanieri ed i filibustieri" tra cui si distinsero per ferocia e crudeltà François detto l'Olonese e Morgan. L'Olonese, dopo aver avuto la nomina di "corsaro" da parte del governatore di Hispaniola, saccheggiò persino sulle coste del Venezuela uccidendo senza pietà i prigionieri: ma la sua morte fu altrettanto atroce, perché furono, dopo un naufragio sulle coste del Nicaragua, catturati e mangiati dai cannibali. Henry Morgan spadroneggiò nei Caraibi fino al 1671, ed alla testa del suo esercito di bucanieri saccheggiò quasi tutte le città, occupando Panama nel 1670. Altri pirati infestarono il Mar dei Caraibi fino al trattato di Utrech del 1713, che portò la pace fra i vari sovrani, i quali non diedero più "patenti di corsa", non essendovene necessità. Fu così che si spense l'epoca dei pirati, le cui gesta furono immortalate da tanti autori che, in un mix di fantasia e realtà , di racconti di battaglie e di avventure sul mare avvolte da uno straordinario fascino, hanno fatto sognare intere generazioni.


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