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Consigli per la navigazione notturna.
Complice la luna, è una delle sensazioni più
belle soprattutto se si effettua in barca a vela. Se effettuata in modo opportuno, facendo prevenzione e
rispettando alcune regole fondamentali, la navigazione notturna può offrire
gradevoli sensazioni. Una delle prime cose è quella di verificare se il tratto
di mare da attraversare è interdetto alla navigazione notturna e se la propria barca può navigare di notte; nel caso del charter, ad esempio, alcune società
pongono dei vincoli contrattuali che
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impediscono la navigazione notturna in zone
particolarmente a rischio. Per navigare di notte è necessario che vi siano a
bordo almeno tre persone che possano effettuare dei turni che, fra l'altro, non
devono essere estenuanti, ma della durata di tre ore; una delle maggiori
difficoltà è quella di obbligarsi al riposo: spesso ci si ritrova in tre nel
pozzetto, a gustare i piaceri della navigazione notturna, sopravvalutando le
proprie possibilità di resistenza e poi da soli dopo ore di navigazione al
timone senza un cambio di guardia, quando comincia ad albeggiare. Con il pilota
automatico, oggi, non è più tanto difficile mantenere la rotta, ed oltretutto
non è più necessario tenere gli occhi incollati alla bussola . Le condizioni
ideali sono quelle in cui la brezza ci fa scivolare sull'acqua senza affanni, in
tutta tranquillità, senza dover ridurre le vele, e soprattutto senza dover
accendere il motore, il cui fracasso non fa sentire il rumore di altre
barche o navi in rotta di collisione. Il pilota automatico, sempre vigile nel
mantenere una rotta, non è altrettanto bravo a prevenire gli abbordi, pertanto
bisogna tenere gli occhi ben aperti e le orecchie tese. Se tutte le condizioni
si verificano e poi c'è anche una bella luna, allora si è proprio fortunati e,
a luci completamente spente, si riesce a vedere anche abbastanza lontano. E'
buona norma avere in pozzetto a portata di mano una cartina possibilmente
impermeabilizzata dove sono segnate le rotte da seguire ed una lampadina
portatile a luce diffusa. E' necessario un binocolo, meglio se del tipo a
visione notturna; il radar poi è ciò che fa navigare in assoluta
tranquillità, permettendoci di vedere ciò che non riusciamo a distinguere
neanche di giorno. In mancanza del radar è necessario avere almeno un
riflettore radar, che consente di essere visti con maggiore nitidezza. Esiste
anche uno strumento, l'allarme radar, che permette di sapere se in un certo
raggio ci sono navi o barche con il radar acceso. Quest'ultimo, però, non è
sempre affidabile, perché vi sono anche delle stazioni radar terrestri di
elevata potenza che fanno scattare l'allarme inopportunamente. Non sempre si
verificano le condizioni ideali per navigare di notte e può capitare che
diventino avverse lungo il tragitto, per cui è sempre consigliabile, prima di
intraprendere qualsiasi navigazione notturna, montare le Life lines, due cavi
ben dimensionati che corrono da poppa a prua all'interno delle sartie e delle
scotte del genoa. A queste ci si può agganciare con il moschettone collegato
alla cintura di sicurezza. Da tenere a portata di mano sono il salvagente
anulare con cima e boetta luminosa ed i razzi di segnalazione; meglio sarebbe
agganciare alla cimetta galleggiante del salvagente una luce stoboscopica da
subacqueo.
Ultime cose da segnalare accanto al timoniere sono una bussola
da rilevamento... e un thermos colmo di caffè caldo.
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