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Controvento: sbandare ma non troppo.

Una navigazione a vela che può risultare difficile per chi non è abituato all'inclinazione della barca. In regata, tenere l'equipaggio con le gambe penzoloni sulla murata, fa parte del gioco, ma in crociera evitare che l'equipaggio soffra o per l'eccessiva inclinazione o per contrastarla, è compito principale del comandante. Lo sbandamento è un fattore negativo sia per l'attrito maggiore che si genera, sia per il disagio che si produce all'equipaggio imbarcato (moglie, figli, amici dei figli... e qualche volta cane), per cui bisogna cercare di contenerlo al minimo possibile. E' necessario sapere qual è la propria barca, l'angolo di sbandamento ideale, cui bisogna abituarsi, senza dover sottoporre ad eccessivo stress il proprio corpo per la continua ricerca della posizione di equilibrio, per una crociera piacevole. Scegliere dunque il giusto compromesso fra velocità della barca ed inclinazione è precipuo compito del "comandante" che, generalmente, in crociera si identifica con il 

capofamiglia. Se è vero che la forza propulsiva cresce al crescere dello sbandamento, o meglio lo sbandamento aumenta quando aumenta la forza propulsiva, è anche vero che aumentando lo sbandamento aumentano la resistenza in acqua dello scafo e lo scarroccio: si corre il rischio, allora, di navigare scomodi, di dover correggere la rotta più volte, soprattutto su lunghi percorsi e di... arrivare secondi a chi è riuscito a navigare con tranquillità, senza stress per l'equipaggio, soltanto conoscendo qual è il giusto angolo di inclinazione in funzione della velocità. Generalmente "lo skipper" conosce la propria barca, per cui anche a sensazione riesce a gestire bene il compromesso, ma a volte per il lavoro, a volte per il cattivo tempo a volte perché nei giorni festivi di tempo buono capitano battesimi, prime comunioni o matrimoni di parenti e amici, le uscite domenicali diventano sempre più rare, tanto che si perde il "bagaglio delle sensazioni". Un inclinometro ed un indicatore  di velocità possono aiutare a risolvere il problema. Non è certo immediato e facile verificare quale sia il giusto angolo di sbandamento, ma, in un paio di uscite, ponendo maggiore attenzione agli strumenti ed affinando la propria sensibilità, si possono ottenere ottimi risultati. Anche sul come ridurre l'inclinazione bisogna scegliere il giusto compromesso: mollare le scotte mantenendo la rotta, o infilarsi nel vento e cambiare continuamente direzione? Anche questo non è facilmente determinabile a priori, ma lo è in funzione di vari altri parametri che lo skipper valuta con una elaborazione delle proprie esperienze e delle sensazioni del momento. Potrebbe essere maggiormente vantaggioso mollare le scotte, ma con raffiche di vento e mare potrebbe essere consigliabile invece orzare o con vento costante potrebbe essere vantaggiosa sia l'una che l'altra scelta. Non c'è una definizione precisa delle azioni da intraprendere, ma scegliere il giusto compromesso, in funzione delle condizioni del mare e del vento per rendere la crociera piacevole.


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