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L'esigenza
di dotare la città di Salerno di un nuovo edificio teatrale era già viva
agli albori del quinto decennio dell'Ottocento. In
merito alla scelta del luogo ove erigere il nuovo teatro si accese un vivo
dibattito che, unitamente alla problematica del finanziamento dell'opera, si
protrasse per circa un ventennio. Finalmente, il 15 dicembre del 1863, il
Consiglio Comunale, accettando la proposta del Sindaco Matteo Luciani, deliberò
di costruire il teatro nel largo S. Teresa e affidò il progetto e la direzione
dei lavori agli architetti Antonio D'Amora e Giuseppe Menichini che si basarono
sulle misure e le proporzioni del teatro S. Carlo di Napoli. Il
I° ottobre del 1869 il rustico venne portato a termine e iniziarono i lavori di
decorazione dello stabile sotto la direzione di Gaetano D'Agostino, pittore di
formazione accademica, morelliano convinto, decoratore di gran pregio, il quale
si fece affiancare dalle firme più prestigiose del mondo artistico partenopeo. Fin
dal foyer, il disegno iconografico ideato per il teatro si delinea con
chiarezza: le immagini prescelte devono comunicare la destinazione d' uso del
luogo come Tempio della musica e, in particolare, del bel canto. Al
centro del peristilio, sorretto da colonne in stucco a finto marmo, su cui
poggiano voltine con motivi neo- pompeiani, è collocata la scultura di Giovanni
Battista Amendola raffigurante Pergolisi morente, la cui funzione simbolica è
quella di introdurre lo spettatore nel Tempio della musica. Di
esso signore incontrastato è Gioacchino Rossini che, al centro del plafond,
dall'alto di una balaustra, assurge a suprema espressione della genialità
musicale italiana e partenopea. Se
il cielo del Di Criscito rappresenta la consacrazione della sala alla grande
stagione del melodramma italiano, il sipario assolve invece al compito di
celebrare la storia della città attraverso l'evocazione di un glorioso episodio
del passato. Domenico Morelli, pittore che tutti riverivano in Italia e in
Francia, scelse: "La cacciata dei Saraceni da Salerno", avvenuta nell'
estate dell' 871, e il suo bozzetto fu trasposto su 122 mq di tela.
Di particolare bellezza, inoltre, appaiono i medaglioni contenenti l' effige di
compositori, poeti e pittori italiani posti sui parapetti dei palchi. Il
27 marzo del 1901 il teatro municipale fu intitolato a Giuseppe Verdi che era
morto il 1° gennaio dello stesso anno.
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