Il XII secolo rappresenta per la Scuola il momento più interessante della sua
produzione, ricca di manuali di patologia e terapia, il cui primo esempio ci è
dato dal Liber aureus di Giovanni Afflacio, discepolo di Costantino e suo
principale divulgatore.
I maestri non sembrano assecondare
pedissequamente gli insegnamenti dettati dagli antichi, ma ne rivisitano le
opere glossandole ed assumendo nei loro confronti un atteggiamento molto più
critico. Una maggiore attenzione verso principi teorici generali, fermo restando
l'intento pratico e la finalità essenzialmente didattica della trattazione,
connota le opere di questo periodo come ad esempio la Practica di
Bartolomeo, a quei tempi il più importante manuale di patologia generale.
Le fonti antiche ormai fanno parte del bagaglio culturale dei medici le cui
personalità spiccano nel mondo scientifico del XII secolo. Ricorrono i nomi di
Maestro Ferrario, autore delle Curae, di Maestro Salerno, il cui ciclo di
trattazioni (Catholica, Compendium, Tabulae) fornisce al
discepolo un esauriente prontuario medico in cui vengono offerti tutti gli
strumenti per il riconoscimento e la cura di una malattia di Niccolò
Salernitano col suo Antidotario, vero e proprio prontuario farmacologico
largamente usato nella Scuola. Pure la conoscenza della medicina araba sostanzia
la cultura dei maestri grazie all'assimilazione lenta e graduale delle novità
apportate dalle traduzioni costantiniane.
Man mano che il trattato va specializzandosi ed acquistando una precisa paternità
si afferma la nuova forma letteraria del Commentario, rielaborazione critica dei
testi antichi ed insieme revisione dettata da nuove esperienze. E questo il
sintomo di un nuovo tipo di insegnamento incentrato sulla lettura e sul commento
di testi autorevoli, in cui spicca l'interesse per questioni filosofiche e
teoretiche e la conoscenza delle dottrine aristoteliche.
L'insegnamento salernitano, infatti, sviluppa un vero e proprio curriculum
basato sullo studio di un gruppo di testi classici, edito nei secoli XV e XVI
col nome di Articella che costituirà la base dello studio della medicina
fino al XVIII secolo. |