I maestri salernitani erano profondi conoscitori del mondo vegetale ed abili nella
manipolazione di erbe. Questa loro esperienza si manifesta nellelaborazione
di trattati in cui i semplici vengono scientificamente indagati e classificati
in base alle loro proprietà medicamentose, diversamente combinati e dosati
secondo le varie applicazioni terapeutiche. Dynamidia, Antidotaria, Tabellae hanno
lo scopo di rendere agevole e chiara la pratica applicazione dei rimedi.
L'opera fondamentale della botanica medicinale medioevale è il Circa instans,
attribuita al maestro salernitano Matteo Plateario, che ha desunto il
proprio titolo dalle prime parole del prologo. Partendo da una dettagliata
descrizione di circa cinquecento piante, l'autore passa alla determinazione
delle varie specie, identificandone alcune fino ad allora sconosciute e
definendo
per ognuna l'origine geografica, la denominazione greca e latina, in alcuni casi
anche quella in volgare.
Alla base dell'opera è il De materia medica di Dioscoride, testo che
diffondendosi in Italia fu tradotto in latino e, dopo il IV secolo, si fuse
con l'erbario dello pseudo-Apuleio.
Il testo originario del Circa instans, conosciuto fino al secolo scorso
soltanto nella ridotta versione a stampa del 1488, si è potuto
ricostruire grazie alla collezione dei due pregevoli esemplari del XIV secolo,
uno latino, l'altro francese, conservati presso la biblioteca Estense di Modena.
Il Circa instans costituì un prototipo per tutto un filone di
enciclopedie di semplici e delle loro virtù che andò sotto il nome di Secreta
Salernitana di cui edizioni illustrate si sono avute solo dal XIV secolo.
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