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I maestri salernitani furono i primi nell'Occidente latino ad utilizzare le
cognizioni scientifiche e filosofiche desunte dalla lettura dei libri
naturales di Aristotele e ciò fece della Scuola un vero e proprio centro di
irradiazione di queste dottrine, contribuendo in misura notevole alla rinascita
delle scienze che andò operandosi sin dal Medioevo.
Questo patrimonio conoscitivo a Salerno si trasmise anche attraverso il metodo
didattico adottato dai maestri, fondato sulla proposizione di quesiti, concise
domande e risposte facilmente rammentabili da parte degli allievi.
Il corpus iniziale dei quesiti salernitani, così come è possibile
ricostruirlo desumendolo da raccolte soprattutto inglesi, doveva essere in
origine in esametri latini e riguardava argomenti di antropologia, medicina,
zoologia, metereologia, botanica e fisica.
Questo nucleo andò poi sviluppandosi negli anni ad opera di più maestri,
subendo nel XIII secolo un notevole ampliamento.
In questo che fu il periodo di maggiore diffusione del metodo scolastico molti
quesiti salernitani furono al centro delle dispute di phisica tenute
nelle scuole di Occidente costituendo così il fondamento, fino al XVII secolo,
di tutte le raccolte di queestiones sulle quali si basava l'erudizione
scientifica e medica del tempo. |