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Il percorso ha inizio con la visita della Badia di Santa Maria
de Olearia., posta immediatamente fuori
dall’attuale centro abitato di Maiori. La
struttura, a picco sul mare, si articola su tre
livelli ognuno dei quali risulta decorato da un
ciclo pittorico. La cronologia degli affreschi
va dal X al XII secolo. Di grande interesse è
il ciclo di XI secolo dedicato alla vita di san
Nicola. Dalle terrazze del cenobio é, inoltre,
possibile ammirare le grotte che ospitarono
i primi monaci italo-greci giunti in
Costiera agli inizi del secolo IX.
- Si prosegue in direzione di Gete di Tramonti per visitare la
chiesa di Sant’Angelo. Dell’antica cappella,
citata per la prima volta in un documento del
1181, sono visibili l’abside ed alcune
murature, in quanto la struttura originaria
venne distrutta nel settecento da una disastrosa
alluvione.
- Trasferimento in direzione di Minori per ammirare la Grotta
dell’Annunziata. Nel XIV secolo i pescatori
eressero al suo interno un piccolo ospedale ed
una chiesetta dedicata alla SS. Annunziata che
nel secolo XVII vennero distrutti. Attualmente
nell’antro sono visibili un’edicola con un
affresco quattrocentesco e poche strutture della
chiesa, mentre sul fondo della grotta vi è un
suggestivo laghetto d’acqua dolce.
Il pranzo si consumerà in un ristorante tipico.
- Nel pomeriggio si raggiungerà Atrani dove, risalendo la Valle
del torrente Dragone, si visiterà la chiesa
di San
Michele (XI-XII secolo). La struttura, su due
livelli, è compresa in una grotta naturale e
vi si giunge risalendo una rampa di scalini
addossati alla roccia.
- Da Atrani si giungerà
all’insediamento rupestre di San Salvatore,
in località Pontone di Amalfi. Sono visibili
resti di affreschi trecenteschi e dalla grotta
si gode lo splendido panorama della Costiera.
Nei pressi si trovano i ruderi di una torre
detta dello Ziro.
- Terminata la visita si
proseguirà in direzione dell’insediamento
rupestre di Sant’Angelo (XI secolo). La
chiesa intitolata all’Arcangelo è inserita
in una cavità naturale ed ha l’interno
suddiviso in due ambienti, proprio perché ha
dovuto adattarsi alla grotta, si presenta
irregolare e suggestivo. La struttura conserva
pregevoli capitelli di VI-VII secolo, nonché
alcuni databili anche IX, un pulpito del XIII
ed un affresco quattrocentesco.

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