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Sentiero
degli dei
Non
certo senza motivo i locali hanno retoricamente
battezzato questo percorso “Sentiero degli
Dei”: esso, camminando a mezza costa ai piedi
di Monte S.Angelo a Tre Pizzi, permette di
ammirare uno dei panorami più spettacolari al
Mondo, la vista dell’intera appendice
occidentale della Costa d’Amalfi , da Praiano
a Capri. Lungo la traversata si possono
contemplare tutti i tratti caratteristici della
macchia mediterranea, dalla flora con le erbe e
gli aromi della più tradizionale cucina
indigena, alla fauna contraddistinta dalla
presenza di donnole, volpi e ricci, al limpido
cielo, di un blu intenso, in cui regnano
incontrastati falchi pellegrini, rondini,
civette e corvi. Per concludere con le leggende
e gli aneddoti storici, dalle mitiche grotte,
ancora intatte, luogo di rifugio dei Briganti,
ai villaggi incantati, ancor’oggi meta
privilegiata per i cultori della tranquillità
agreste e della più antica e genuina
enogastronomia. La
traversata inizia da Montepertuso, frazione
di Positano. Le sue origini si perdono nella
notte dei tempi, tracce storiche della sua
esistenza si ritrovano nel V° secolo d.C.
quale rifugio dei reduci Goti sconfitti da
Narsete e nel 915, allorquando fu assegnato
una parte del villaggio ai fuggiaschi
Pestani sconfitti dai Saraceni. Di sicuro si
sa che tale frazione ha condiviso i fasti e
la decadenza del regno di Federico II, che
volle che qui, a Montepertuso, fossero
allevati i suoi falchi per la caccia. Dalla
località Fontana Vecchia di Montepertuso si
parte per questo magnifico itinerario. Tale
fontana, nella sua attuale veste, è il
risultato di un restauro (1973) di due
antiche peschiere, oggi parzialmente
visibili, adibite l’una al lavaggio dei
panni, l’altra a dotare di acqua potabile
l’intero villaggio. Al
lato di essa si trovano una grotta ed
un’edicola con l’effigie della
protettrice di Montepertuso, la Madonna di S. Maria delle Grazie.
Tutt’oggi, in luce delle purezza
dell’acqua erogata, riconosciute
microbiologicamente pure, questa fontana è
meta frequentata per attingerne le acque. La
traversata prosegue dalla Fontana
Vecchia, incanalandosi su per un
sentiero terminante ad una pineta: da
essa, oltre allo stupendo panorama su
Montepertuso, si possono ammirare i
resti della Torre di Giammarino (1528),
fatta costruire dal Barone Giovanni
Marino Mastrogiudice quale luogo di
rifugio per tutti i cittadini contro le
frequenti incursioni dei Saraceni. Tornando
indietro verso il paese, ci si trova di
fronte al Monte Gambera (510 m.), luogo
del leggendario scontro tra la Madonna
ed il diavolo, le cui tracce sono
visibili nella roccia, con l’impronta
impressa in essa dalla coda di Lucifero,
le orme dei piedi della Madonna e della
fanciulla da Ella illuminata, nonché il
visibilissimo buco impresso nel monte
dal dito indice della Madonna. La
leggenda narra che il frastuono della
diatriba fu così intenso, che i
briganti che abitavano nelle grotte
circostanti furono destati nel sonno e
assisterono attoniti all’intero
incedere della disputa. Da quel momento
in poi si vuole che i briganti,
personificazione terrena del Diavolo,
abbandonassero le grotte di Montepertuso. Ritornando indietro verso Montepertuso, si imbocca da piazza Cappella,
così detta per l’antica presenza di
una cappella, inghiottita quasi
totalmente da uno smottamento, il viottolo per Via Tagliata,
fino a giungere al villaggio di
Nocelle, il paese dei mitici Fatati.
Di lì si può ammirare il sottostante
Vallone Porto, sede, ai tempi della Repubblica
Amalfitana, di un cantiere navale con
annesso porto. Attraverso
un sinuoso saliscendi su picchi di
roccia, commisti a macchia di
bosco e vegetazione tipicamente
mediterranea con timo, rosmarino,
mito, alloro, funghi e carrube, si
entra nel regno dei falchi
pellegrini e dello sconfinato
cielo blu. Qui il contrasto tra
l’ambiente alpino e la vista
della costa dai mille colori
raggiunge il massimo della
bellezza: è il momento di
un’indimenticabile sosta di
ristoro all’ombra della
vegetazione e con gli occhi
puntati verso l’immensità di
tale paesaggio. Riprendendo
il sentiero, a circa metà
dell’ascesa si incontra,
all’altezza del Colle La
Serra, la biforcazione del
sentiero che conduce a Praiano:
noi procediamo verso Agerola,
risalendo a nord-est. Superato
il passo del Colle Serra, dopo
un leggero falsopiano,
ravvivato dalla presenza di
casali rurali, alcuni attivi
altri desueti, ci si imbatte
in una schiera di case
rupestri; a coronare la loro
primitiva quanto
caratteristica architettura vi
è, a pochi passi, un
esemplare geolo gico di rara
effetto, la Grotta del
Biscotto. Essa è una delle
tante grotte ricche di storie
e leggende che rinvigoriscono
la bellezza di questi luoghi. Aggirato
il massiccio della Grotta
del Biscotto, si percorre
un tratto di strada,
parzialmente asfaltato,
prima del meritato riposo
a Bomerano, frazione del
Comune di Agerola, dove
vale la pena di concludere
la visita in una delle
aziende agricole del
luogo, degustando le
squisite specialità della
tradizione casearia
locale.
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