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DA POSITANO A BOMERANO

Le informazioni relative a questo itinerario sono tratte dal
cd "Itinerari Culturali della Costa D'Amalfi" realizzato da :
L'Altra Costiera S.a.S.

Durata: ore 4 e 1/2
Difficoltà: medio - facile
Dislivello: 270 mt
Attrezzatura consigliata: scarponcini da montagna, zaino, borraccia, ma soprattutto macchina fotografica e binocolo
Punto d'incontro: Località "Fontanavecchia", via Mons. Saverio 5 in Montepertuso
Varianti: Il percorso può essere effettuato in ordine inverso, terminando l'itinerario nella trattoria locale "Il ritrovo" di Montepertuso, dove lo chef, vi farà degustare le famose pietanze dei briganti.

  

   

Sentiero degli dei Non certo senza motivo i locali hanno retoricamente battezzato questo percorso “Sentiero degli Dei”: esso, camminando a mezza costa ai piedi di Monte S.Angelo a Tre Pizzi, permette di ammirare uno dei panorami più spettacolari al Mondo, la vista dell’intera appendice occidentale della Costa d’Amalfi , da Praiano a Capri. Lungo la traversata si possono contemplare tutti i tratti caratteristici della macchia mediterranea, dalla flora con le erbe e gli aromi della più tradizionale cucina indigena, alla fauna contraddistinta dalla presenza di donnole, volpi e ricci, al limpido cielo, di un blu intenso, in cui regnano incontrastati falchi pellegrini, rondini, civette e corvi. Per concludere con le leggende e gli aneddoti storici, dalle mitiche grotte, ancora intatte, luogo di rifugio dei Briganti, ai villaggi incantati, ancor’oggi meta privilegiata per i cultori della tranquillità agreste e della più antica e genuina enogastronomia. La traversata inizia da Montepertuso, frazione di Positano. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, tracce storiche della sua esistenza si ritrovano nel V° secolo d.C. quale rifugio dei reduci Goti sconfitti da Narsete e nel 915, allorquando fu assegnato una parte del villaggio ai fuggiaschi Pestani sconfitti dai Saraceni. Di sicuro si sa che tale frazione ha condiviso i fasti e la decadenza del regno di Federico II, che volle che qui, a Montepertuso, fossero allevati i suoi falchi per la caccia. Dalla località Fontana Vecchia di Montepertuso si parte per questo magnifico itinerario. Tale fontana, nella sua attuale veste, è il risultato di un restauro (1973) di due antiche peschiere, oggi parzialmente visibili, adibite l’una al lavaggio dei panni, l’altra a dotare di acqua potabile l’intero villaggio. Al lato di essa si trovano una grotta ed un’edicola con l’effigie della protettrice di Montepertuso, la Madonna di S. Maria delle Grazie. Tutt’oggi, in luce delle purezza dell’acqua erogata, riconosciute microbiologicamente pure, questa fontana è meta frequentata per attingerne le acque. La traversata prosegue dalla Fontana Vecchia, incanalandosi su per un sentiero terminante ad una pineta: da essa, oltre allo stupendo panorama su Montepertuso, si possono ammirare i resti della Torre di Giammarino (1528), fatta costruire dal Barone Giovanni Marino Mastrogiudice quale luogo di rifugio per tutti i cittadini contro le frequenti incursioni dei Saraceni. Tornando indietro verso il paese, ci si trova di fronte al Monte Gambera (510 m.), luogo del leggendario scontro tra la Madonna ed il diavolo, le cui tracce sono visibili nella roccia, con l’impronta impressa in essa dalla coda di Lucifero, le orme dei piedi della Madonna e della fanciulla da Ella illuminata, nonché il visibilissimo buco impresso nel monte dal dito indice della Madonna. La leggenda narra che il frastuono della diatriba fu così intenso, che i briganti che abitavano nelle grotte circostanti furono destati nel sonno e assisterono attoniti all’intero incedere della disputa. Da quel momento in poi si vuole che i briganti, personificazione terrena del Diavolo, abbandonassero le grotte di Montepertuso. Ritornando indietro verso Montepertuso, si imbocca da piazza Cappella, così detta per l’antica presenza di una cappella, inghiottita quasi totalmente da uno smottamento, il viottolo per Via Tagliata, fino a giungere al villaggio di Nocelle, il paese dei mitici Fatati. Di lì si può ammirare il sottostante Vallone Porto, sede, ai tempi della Repubblica Amalfitana, di un cantiere navale con annesso porto. Attraverso un sinuoso saliscendi su picchi di roccia, commisti a macchia di bosco e vegetazione tipicamente mediterranea con timo, rosmarino, mito, alloro, funghi e carrube, si entra nel regno dei falchi pellegrini e dello sconfinato cielo blu. Qui il contrasto tra l’ambiente alpino e la vista della costa dai mille colori raggiunge il massimo della bellezza: è il momento di un’indimenticabile sosta di ristoro all’ombra della vegetazione e con gli occhi puntati verso l’immensità di tale paesaggio. Riprendendo il sentiero, a circa metà dell’ascesa si incontra, all’altezza del Colle La Serra, la biforcazione del sentiero che conduce a Praiano: noi procediamo verso Agerola, risalendo a nord-est. Superato il passo del Colle Serra, dopo un leggero falsopiano, ravvivato dalla presenza di casali rurali, alcuni attivi altri desueti, ci si imbatte in una schiera di case rupestri; a coronare la loro primitiva quanto caratteristica architettura vi è, a pochi passi, un esemplare geologico di rara effetto, la Grotta del Biscotto. Essa è una delle tante grotte ricche di storie e leggende che rinvigoriscono la bellezza di questi luoghi. Aggirato il massiccio della Grotta del Biscotto, si percorre un tratto di strada, parzialmente asfaltato, prima del meritato riposo a Bomerano, frazione del Comune di Agerola, dove vale la pena di concludere la visita in una delle aziende agricole del luogo, degustando le squisite specialità della tradizione casearia locale.

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