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Anticamente
il Passo di Santa Maria del Castello era luogo
di passaggio obbligato per il trasporto via
terra tra Positano e il Golfo di Napoli:
testimonianza ne è la splendida chiesa in stile
barocco spagnoleggiante che si erge come un
baluardo nel villaggio di Santa Maria del
Castello. A
completare un’escursione che già così
avrebbe la sua valenza lo splendido panorama
che, dall’alto di Santa Maria del Castello
spazia sul Golfo di Positano, mettendone in luce
l’architettura ellenizzante che da secoli fa
di questo paese un gioiello, e su tutto il Golfo
di Napoli. Infine
la panoramica sulle montagne circostanti (Monte
S. Giacomo, Monte Comune). La
traversata inizia da Montepertuso, frazione di
Positano. Le sue origini si perdono nella notte
dei tempi, tracce storiche della sua esistenza
si ritrovano nel V° secolo d.C. quale rifugio
dei reduci Goti sconfitti da Narsete e nel 915,
allorquando fu assegnato una parte del villaggio
ai fuggiaschi Pestani sconfitti dai Saraceni. Di
sicuro si sa che tale frazione ha condiviso i
fasti e la decadenza del regno di Federico II,
che volle che qui, a Montepertuso, fossero
allevati i suoi falchi per la caccia. Dalla
località Fontana Vecchia di Montepertuso si
parte per questo magnifico itinerario. Tale
fontana, nella sua attuale veste, è il
risultato di un restauro (1973) di due antiche
peschiere, oggi parzialmente visibili, adibite
l’una al lavaggio dei panni, l’altra a
dotare di acqua potabile l’intero villaggio. Al
lato di essa si trovano una grotta ed
un’edicola con l’effigie della protettrice
di Montepertuso, la Madonna di S. Maria delle Grazie.
Tutt’oggi, in luce delle purezza dell’acqua
erogata, riconosciute microbiologicamente pure,
questa fontana è meta frequentata per
attingerne le acque.
La
traversata prosegue dalla Fontana Vecchia,
incanalandosi su per un sentiero terminante ad
una pineta: da essa, oltre allo stupendo
panorama su Montepertuso, si possono ammirare i
resti della Torre di Giammarino (1528), fatta
costruire dal Barone Giovanni Marino
Mastrogiudice quale luogo di rifugio per tutti i
cittadini contro le frequenti incursioni dei
Saraceni.Tornando
indietro verso il paese, ci si trova di fronte
al Monte Gambera (510 m.), luogo del leggendario
scontro tra la Madonna ed il diavolo, le cui
tracce sono visibili nella roccia, con
l’impronta impressa in essa dalla coda di
Lucifero, le orme dei piedi della Madonna e
della fanciulla da Ella illuminata, nonché il
visibilissimo buco impresso nel monte dal dito indice della Madonna.La
leggenda narra che il frastuono della diatriba
fu così intenso, che i briganti che abitavano
nelle grotte circostanti furono destati nel
sonno e assisterono attoniti all’intero
incedere della disputa. Da quel momento in poi
si vuole che i briganti, personificazione
terrena del Diavolo, abbandonassero le grotte di
Montepertuso.
Proseguendo
nel sentiero si arriva alla Valle Pozzo (280 mt.):
lì inizia la vera e propria salita verso S.
Maria del Castello. Essa si snoda tra il Monte
Gambera (510 mt.) e S. Maria del Castello,
ricalcando quello che una volta era il crocevia
obbligato tra la Costa d’Amalfi e la Penisola
Sorrentina. Tenendoci sulla sinistra al primo
incrocio, risaliamo nella boscosa vallata,
andando ora a destra ora a sinistra del
torrente.Usciti
dal bosco ci si imbatte nella strada
asfaltata: poche centinaia di metri e si è
nel piazzale della chiesa di S. Maria del
Castello. Il villaggio, realtà rurale dal
sapore antico, mantiene all’occhio del
visitatore un aspetto immacolato, come se il
tempo fosse tutto ad un tratto arrestatosi.
Di spalle all’ampio sagrato il belvedere
su Positano, che, dall’alto sembra essere
una gemma incastonata nella baia. Dall’altro
versante Monte Sant’Angelo, che domina con
i suoi 1443 mt l’intero promontorio dei
Monti Lattari.Abbandonata
S. Maria del Castello proseguiamo sulla
strada asfaltata in direzione nord per
circa 500 mt., fino a raggiungere,
attraverso una stradina laterale, un
gruppo di case. Superate queste
camminiamo attraverso un antico sentiero
di collegamento, quasi in piano sotto ad
una parete rocciosa. Dopo un breve
saliscendi si svolta decisamente a
destra fino ad imbatterci in una
casupola di pietra nel bosco, la Caserma
Forestale (767 mt.). Qui ci fermiamo a
degustare i prodotti tipici del luogo e,
dopo un po’ di riposo, riprendiamo la
marcia attraverso una scalinata in
direzione sud-est. Scendendo attraverso
di essa se siamo fortunati ci
imbatteremo in una cascata nei pressi di
una grotta.Continuando
nella discesa in località Mandrino
visiteremo un rudere abitato
dell’800, prima di chiudere la
passeggiata a Montepertuso, con la
visita della Chiesa di S. Maria
delle Grazie.
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