|
Percorrendo
il sentiero che va da Termini a Punta Campanella
si incontrano due tipi di suggestioni:
l’atmosfera speciale delle civiltà greca e
romana che nell’antichità scelsero questi
luoghi per consacrare templi alle divinità, di
cui l’itinerario, se non ci permette di
ammirarne i resti, ricalca l’antica via romana
di collegamento tra essi, facendoci respirare ed
immaginare le antiche vestigia; lo straordinario
scenario paesaggistico, che specie al tramonto,
ci permette di vedere scene incantate, quali la
mesta discesa dell’ultimo sole tra i
faraglioni di Capri, gli straordinari colori del
golfo di Ieranto o la luce intensa del brullo
crinale nei dintorni del faro in rovina di Punta
Campanella. Un itinerario quindi che con la sua
magia attira romantici ed innamorati. Termini
(323 mt.), il punto di partenza
dell’itinerario, è raggiungibile
facilmente da Positano tramite bus. Dalla
piazza centrale del paese, passando dinanzi
alla chiesa di Santa Croce si imbocca la
stradina in direzione del Monte San
Costanzo: tratti asfaltati alternati ad un
comodo sentiero, ricavato da un’antica via
di comunicazione, ci conducono verso la
cresta coperta di boschi di Monte San
Costanzo. Prima
di arrivare alla sommità del monte una
breve deviazione ci permette di visitare
la Cappella di San Costanzo, che, con le
sue mura bianche stagliate lì alla
sommità del massiccio roccioso, ci fa subitaneamente pensare alla
montagna quale sito di templi greci. Ritornati sul sentiero principale, costeggiando una pineta raggiungiamo
la cresta del Monte: di qui inizia la
parte più paesaggistica
dell’escursione. Infatti, attraverso
la nuda, sassosa
e panoramica dorsale della Pezzalonga si scorge a sinistra la baia di
Ieranto, in fondo le rovine del faro
di Punta Campanella. Alla
fine della discesa, raggiunte le
rovine del faro, ottimo belvedere
su Capri e, se si è fortunati, su
Ischia. Anticamente Punta
Campanella era sede di un tempio
greco, poi romano, e probabilmente
fu eretto sulla punta estrema un
faro romano che serviva per
comunicare con Villa Jovis a
Capri; oggigiorno restano una
torre medievale con resti di mura
del periodo romano, una casa delle
vecchie guarnigioni militari e le
rovine del faro. Pochi
metri a monte del faro una
scalinata scende al mare
attraverso una sottile ed
impressionante spaccatura
nella roccia: è una
deviazione da non perdere in
quanto conduce ad una
microscopica spiaggetta
sovrastata da pareti di
calcare bianchissimo. Qui a
stretto contatto con il mare
blu conviene prendersi una
piccola pausa. Ritornando
al faro si imbocca il
viottolo che risale a
mezza costa sulla sponda
occidentale del Monte San
Costa nzo verso Termini:
esso ricalca, ed in alcuni
parti i tratti originali
sono ancora visibili,
l’antica strada romana,
chiamata Via Minerva, che
collegava Termini a Punta
Campanella. Attraverso
un piacevole declivio,
la vecchia strada ci
conduce in mezzo ad
ampi oliveti, con alla
sinistra
l’affascinante baia
detta “Cala di
Mitigliano” e
all’orizzonte ancora
Capri ed Ischia. Si
arriva così a
Termini, dove stanchi,
ma sicuramente
soddisfatti ci si può
concedere un meritato
riposo.
|