Si
dice che a Campagna gli spiriti erano diventati
i vagabondi della notte e nella fantasia popolare le
loro apparizioni finirono col caratterizzare diversi luoghi del
paese: la Sedia del Diavolo, la Grotta di Nanà, il Castello di
Gerione.
Campagna, così magica e oscura, si è trovata più volte
protagonista di presenze incuietanti: molte persone del posto
infatti ricordano i vari esorcismi operati da Don Cutino.
Inoltre è ancora presente il ricordo del domenicano Giordano
Bruno che soggiornò a Campagna nel 1572 e al quale è dedicato il Civico/Museo di etno-antropologia e di arte contemporanea, costituito
nel 1982 nella sede del Convento di San Bartolomeo del XIII
secolo.
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Ma Campagna risponde a queste credenze con il
desiderio di purificazione che si manifesta attraverso
l'acqua e il fuoco.
Ogni anno in agosto le acque del fiume Tenza vengono
deviate e inondano il centro storico della città dando
così vita alla cosiddetta "Chiena",
sotto il sole di agosto la città si trasforma in campo
da gioco dando vita alla "secchiata", una
battaglia a colpi d'acqua che non lascia scampo a
nessuno.
E all'acqua è legata la tradizione del Santissimo Nome di Dio, un Cristo
fasciato che viene invocato nei lunghi periodi di siccità;
un tempo alla processione partecipavano perfino battenti
e flagellanti. |
Il fuoco generalmente conosciuto come elemento
contrapposto all'acqua assume a Campagna lo stesso valore di
purificazione, infatti il 17 gennaio le stesse strade
protagoniste dell'allagamento prima descritto diventano un
percorso di fuoco in onore di S. Antonio Abate. Sui molti falò
vengono fatti bruciare fantocci impagliati e sulla brace vengono
cotti alcuni dei piatti tipici della cucina campagnese.
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