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I monumenti di Campagna

Vari monumenti caratterizzano Campagna a partire dai ruderi del Castello che sovrasta l'abitato. Portali di pietra, affreschi con i simboli familiari, cortili circondati da ampi loggiati sono testimoni dell'importante ruolo svolto da Campagna in epoca rinascimentale e barocca.
Molti sono i complessi monastici dismessi e riattati ad altri usi ma il monumento più noto è il Duomo di Santa Maria della Pace del 1564 con altari in marmo policromo, statue lignee e quadri pregiati.
La cattedrale fu poi distrutta dall'esercito di Federico II di Svevia. Tra i feudatari si sono distinti: con il titolo di conte il Del Balzo, gli Orsini di Gravina che ne fecero ottenere il titolo di città nel 1518 e la reintegrazione della sede vescovile a capo di una diocesi nel 1525, i Grimaldi principi di Monaco, che ne fecero la loro capitale del Marchesato nell'Italia meridionale ed infine i Pironi che, con il titolo ducale, l'accompagnarono anche dopo l'estinzione dei feudi.
A Campagna furono istituite due accademie letterarie in contatto con la Crusca di Firenze ed una religiosa; fu sede di università di studi umanistici e scientifici. La città di Campagna ha ospitato Urbano II, San Berardino da Siena, il filosofo Giordano Bruno, il pittore architetto Giulio Romano ed il vescovo Juan Caramuel che qui stampò, per la prima volta al mondo, il sistema binario nell'opera Mathesis Biceps. Gli eventi storici più significativi giungono al periodo fascista quando fu sede di due campi di internamento in cui furono reclusi un migliaio di Ebrei che così sfuggirono ai campi di sterminio nazisti grazie al vescovo Giuseppe Maria Palatucci.


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