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Da
visitare:
Borgo Scacciaventi:
Lo svincolarsi dai poteri feudali dell'Abate determinò il trasferimento
della vita commerciale e amministrativa della città dal villaggio
fortificato del Corpo di Cava, nei pressi dell'Abbazia, al cuore della
valle: l'originario Borgo Scacciaventi. Nel corso degli anni le botteghe
assunsero l'aspetto di "case palaziali", ornate da portici a
protezione delle merci. Qui si spostarono i Consigli Comunali e le curie dei
notai. Ancora oggi è possibile vedere la duplice natura di casa - bottega e
di palazzo civile. Il Borgo, grazie alla nuova pavimentazione dei portici e
del tracciato stradale pian piano sta rinascendo.
Chiesa di S. Maria dell'Olmo:
La prima pietra per la sua costruzione fu posta da S. Francesco di Paola
nel 1482. Sull'alare di marmi policromi troneggia un quadro raffigurante una
Madonna nera col Bambino.
Una leggenda racconta che il quadro miracoloso fu rinvenuto su di un albero
nel fitto di un bosco grazie ad una luce misteriosa che attirò fin lì i
suoi scopritori. Trasportata nella chiesa più vicina l'icona fu ritrovata
la notte successiva sullo stesso albero, questo fu interpretato come un
chiaro segno che la vergine volesse che lì venisse costruita una chiesa.
Chiesa di S. Francesco:
La chiesa di S. Francesco, fondata nel 1500, sia nella struttura che
nelle linee architettoniche ha conservato tutta la sua sontuosità,
nonostante le diverse distruzioni causate dai terremoti e da eventi bellici.
Oggi, grazie agli innumerevoli sforzi dei frati e dei Cavesi alcune delle
parti più danneggiate dal terremoto dell'80, come l'abside e il transetto
sono ritornati all'antico splendore. Sono attualmente in fase di restauro
anche la navata principale e le cappelle laterali. La facciata d'ispirazione
manieristico - barocca, presenta del travertino che mette in risalto gli
scarni ma preziosi elementi costruttivi. Sul lato destro della facciata, è
situata l'imponente torre campanaria, completamente restaurata, oggi alta
solo 35,80 metri, essendo crollati nel terremoto nel 1694 gli ultimi due
ordini. Notevole è anche il portale in cui è inserito lo stemma della
città, e i battenti lignei del XVI sec.
La Badia della SS. Trinità:
E' il simbolo stesso di Cava, il suo maggior monumento e gloria. Sorge
alle pendici del Monte Finestra, sotto l'immensa cava arsicia, e fu fondata
nel 1011 da S. Alferio Pappacarbone, che ne fu anche il primo Abate.
Intitolata alla SS. Trinità fu consacrata nel 1092 da Papa Urbano II.
L'attuale facciata risale alla seconda metà del '700. La Cupola, il Coro e
la Traversa furono affrescati nell'800 da Vincenzo Morani. Di grande
interesse sono: l'Ambone con mosaico del XII secolo, i due bassorilievi
rinascimentali raffiguranti S. Matteo e S. Felicita, l'Altare secentesco in
marmi policromi della Cappella del Sacramento. A destra, la grotta di S.
Alferio con l'urna che ne custodisce le reliquie e resti di affreschi
parietali del XIV sec. La Sacrestia, cui si accede da un Portale
rinascimentale, è arredata con stigli del'700. In una delle adiacenti
Cappelle vi è il trecentesco altorilievo della Madonna col Bambino tra S.
Benedetto e S. Alferio, opera di Tino da Camaino. Nel Paliotto è inserita
una lastra di marmo dell'XI secolo. Sormontato dalla viva roccia, il
Chiostro Romanico (XIII sec.) è ornato da sarcofaghi di epoca romana, il
più pregevole dei quali è quello che raffigura il mito di Meleagro. Alle
pareti del cimitero Longobardo vi sono avanzi di affreschi di Andrea
Sabatini. Una vasta Sala del XII sec. è adibita a Museo; tra le opere
custoditevi: una Madonna con Santi, tavola senese del XV sec; un Cofanetto
d'Avorio dell'XI sec.; un Polittico di scuola Raffaellesca, attribuito ad
Andrea Sabatini; tele di pittori Caravaggeschi; numerosi reperti
archeologici; una Collezione di monete, completa ed ordinata delle Zecche
Longobarde e Normanne di Salerno; maioliche abruzzesi e vietresi; Codici
miniati. La Sala Capitolare (XVI sec.) è ornata con stalli intagliati, il
pavimento del 1777 è maiolicato. La biblioteca custodisce più di 50.000
volumi, con numerosi incunaboli ed importantissime edizioni cinquecentine.
Giustamente famoso è l'Archivio, che contiene preziosi codici e
manoscritti, più di 15.000 pergamene ed una considerevole quantità di
documenti. Il testo integrale dei documenti datati dal 792 al 1065 è
pubblicato nei volumi del Codex Diplomaticus Cavensis. Tra quelli più
importanti vanno citati il Codex Legum Longobardorum (XI sec.) e la Bibbia
Visigotica (XI sec.). Suggestiva è la Cripta (XI e XII sec.).
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