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Da visitare
Sulla costa campeggia la Torre Vicerale d’avvistamento fatta costruire dai cittadini nel 1500 per
prevenire gli attacchi dei Turchi;attualmente è di proprietà privata ed
utilizzata come abitazione.
La chiesa
romanica di S. Pietro è la più importante di Cetara, completamente ricostruita nel XVIII sec., che
ostenta il magnifico campanile trecentesco. La chiesa conserva nel suo
interno oltre a numerose pregevoli opere d'arte, la tomba di Grandonetto Ausilio,
il cetarese che portò in salvo a Napoli il principe Federico, secondogenito
del re Ferdinando I d'Aragona, nel 1485, al tempo della congiura dei baroni,
nell'attuazione di una romanzesca fuga da Salerno, impresa grazie alla quale
il re Ferdinando donò ai cetaresi numerosi privilegi. L' interno è in
stile barocco, frutto di un' ampia sintesi storico - artistica che vuole essere
un superamento degli stili precedenti, per cui tende ad imporsi in
maniera determinante ed esclusiva. La chiesa è a tre navate con transetto, fiancheggiato da cappelle.
Il campanile, a base rettangolare nei primi tre ordini ed ottagona nei due
successivi presenta monofore su ogni lato. Nel 1584 venne istituita una
congrega sotto il titolo del SS. Nome di Dio, con regole e statuti approvati
dall'arcivescovo di Amalfi Giulio Rossini.
Di grande interesse è la chiesa di S. Francesco con l'annesso
convento che fu costruito nel 1585. La chiesa presenta un portale scanalato
in tufo decorato alla base su cui è un affresco rappresentante la Madonna.
E' ad un'unica navata con quattro cappelle laterali per parte.
La volta dell'aula a botte unghiata presenta numerose pitture in cui si
rivela un'arte tanto diffusa nel seicento: tra queste è raffigurata la
Santa oriunda di Cetara , Orsola Benincasa che salvò il paese da un assalto
dei turchi con una provvidenziale tempesta che disperse le navi pirate.
La cupola nel piccolo transetto è anche essa decorata con un grande
affresco rappresentante il Giudizio Universale.
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