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La
storia:
La prima presenza documentata di popolazioni
organizzate in villaggi risale all’eneolitico, cioè
alla fase di passaggio dall’età della pietra a quella
dei metalli, testimoniata dal ritrovamento di tombe
collettive della cosiddetta “civiltà del Gaudo”
(1800-2500 a.C.) in località Madonna della Caterina, nei
pressi dell’attuale cimitero. Dal IX secolo a.C. nella
piana del Sele sopraggiungono popolazioni provenienti
dall’Etruria meridionale, portatrici della cosiddetta
“Civiltà Villanoviana”. In questa fase e nelle
successive, che vedono il consolidarsi della presenza
etrusca a nord e quella greca a sud, Eboli diventa un
naturale ponte di collegamento fra le civiltà e le
economie della piana e quelle collinari e montane delle
zone interne. A partire dalla fine del V sec. a.C. Eboli
diventa un centro di riferimento di tribù lucane, che
creano sulla collina di Montedoro una cittadella
fortificata da cui si poteva dominare tutta la piana del
Sele. Le numerose necropoli sparse ai margini del centro
storico testimoniano l’entità e la potenza di una
presenza cui dovette piegare anche Poseidonia. Con
l’avvento dei Romani la latina Eburum entra a pieno
titolo nella
storia con l’assegnazione del titolo di Municipium. Tale
attestazione è leggibile sul piedistallo di una statua
dedicata a Tito Flavio Silvano “Patrono degli eburini”,
ritrovato alla fine del secolo scorso nel basamento della
Chiesa di Santa Maria a Intra, in Eboli, a sud-ovest del
castello.
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