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SANTUARIO E CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO
La chiesetta intitolata ai Santi Medici fu costruita
intorno all’anno 1000 da una colonia di origine greca che si insediò a
Eboli e vi portò il culto dei propri Santi. Questa chiesa, che fu distrutta
nel 1164, fu poi ricostruita
sugli stessi ruderi ma dedicata a San Sebastiano, in quanto il culto per i
Santi Cosma e Damiano si era ormai affievolito. Solo nel 1771 il culto verso
i Santi Medici riprese vigore, sorse così la chiesetta in stile barocco,
piccola ma dignitosa, dove i Santi sono stati onorati per oltre un secolo e
mezzo, fino al 1957, anno in cui fu aperto al culto il nuovo santuario.
Quest’ultimo è a una sola navata e ha le pareti laterali, l’abside e
l’arco maggiore ricoperte da mosaici. La chiesa ha, sia lungo le pareti
che nell’abside, una serie di finestroni decorati con vetrate artistiche
che rappresentano la vita dei Santi Martiri. Nel santuario si possono
ammirare due tele, una raffigura una “Immacolata” di Giovanni Bernardo
Lama del XVI secolo, l’altra una “Deposizione” di scuola siciliana del
1700.
Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano è aperto:
giorni feriali dalle ore 7,30 alle ore 8,30 giorni festivi dalle ore 6,30
alle ore 10,00 tel. 0828 332308
BADIA DI SAN PIETRO ALLI MARMI
Ai piedi della collina di Montedoro sorge l’antica
Badia Normanna di San Pietro Apostolo, con l’annessa chiesa. Una lapide
dedicatoria, perfettamente leggibile all’interno della chiesa, dice che
essa fu edificata ai tempi del Re Guglielmo e completata nel 1159. La
presenza di Roberto il Guiscardo a Salerno lascia però credere che la prima
fondazione di San Pietro sarebbe stata contemporanea al Duomo di San Matteo,
intorno al 1076, anno in cui il Guiscardo divenne principe di Salerno, e che
quindi Guglielmo il Buono avrebbe provveduto solo ad una riedificazione del
complesso. La basilica, ispirata all’età normanna, è a tre navate;
quelle laterali si staccano dalla centrale con sei archi per parte, con
sette colonnine di spoglio, di cui quelle presso l’altare sono più
piccole e senza base. Di queste colonne, otto sono in pietra locale e tre di
granito. Lungo le pareti della navata centrale si profilano dodici monofore
scandite a gruppi di sei sul lato destro e sul lato sinistro. Altre dodici,
di dimensioni minori, si aprono sulle pareti laterali che delimitano il
perimetro della chiesa. Tutte le monofore sono realizzate in pietra
traforata. La zona dell’abside era decorata con affreschi di cui sono
rimaste alcune tracce solo nelle absidi laterali e databili probabilmente
tra il 1564-1578 e da attribuire a Giovanni Luca de Luca, figlio di Giovanni
Luca de Magistero, autore degli affreschi absidali di San Francesco.
L’abside sinistra è affrescata con le immagini di Sant’Andrea e San
Pietro, la prima per intero e l’altra fino al busto. Nella parte
superiore, in una piccola nicchia, si può ammirare l’affresco
raffigurante la Resurrezione di Cristo:
la cripta, con soffitto a volta a crociera sorretta da colonne di
marmo, è di forma rettangolare con tre absidi corrispondenti a quelle della
Basilica superiore. In essa si venera il corpo di San Berniero (compatrono
di Eboli), che fu un nobile spagnolo dell’XI secolo che, abbandonata la
vita agiata, andò in pellegrinaggio elemosinando per l’Europa, finché si
fermò a Eboli dove morì. Lo svettante
campanile è l’elemento di spicco della struttura
abbaziale che, con le sue fasce decorative a tarsie in tufo grigio e
pianelle di cotto, ricorda elementi di decorazioni arabe di provenienza
siciliana.
CASTELLO COLONNA
Il castello fu edificato sopra un
preesistente fortilizio longobardo e offriva, grazie all’imponente
struttura muraria, protezione alle popolazioni locali, dominate prima dai
Longobardi e poi dai Normanni. Al suo interno fu edificata la chiesetta di
San Marco, menzionata per la prima volta in un documento del 1309, oggetto
attraverso i secoli, di numerosi rifacimenti. Il complesso, attualmente casa
circondariale, è comunemente identificato come Castello Colonna, in quanto
nel XV secolo subì consistenti restauri per conto, appunto, di Antonio
Colonna, nipote del Papa Martino V.
CAPPELLA DI SANTA MARIA AD INTRA
Tra il Monastero di San Antonio de Vienne ed il
castello è situata la cappella di santa Maria ad intra, cosiddetta perché
si trovava entro le mura della città agli inizi del XIV secolo.
All’interno della chiesa, sulla parete laterale destra, è ancora visibile
un affresco del XVI secolo raffigurante la Madonna con Bambino con San
Michele Arcangelo. Particolarmente interessante è il campanile che presenta
un bassorilievo marmoreo rappresentante il Padre Eterno con il mano il globo
terracqueo. Sullo stesso era inserita un’iscrizione latina attestante che
Eburum era un antico Municipium romano, attualmente collocata nel Museo
Archeologico della Media Valle del Sele di Eboli.
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