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La storia
La storia della Valle affonda
le sue radici nella civiltà romana, molti sono i segni che lo confermano:
una sezione dell' acquedotto Claudio nei pressi della locale ferrovia, la
torre Marcello in prossimità della frazione Curteri e le tracce di una
centuriazione in località Faraldo. E' accertato che Rota già nel
IX secolo era un centro con una sua autonomia, basti pensare che nell' 840 la provincia di Salerno era formata
dai gastaldati di Conza, Sarno, Lucania (Cilento), Rota. I confini amministrativi del Gastaldato raggiungevano a nord,
l' actua Nuceria; a sud la demarcazione confinaria era al di sopra
di Acquamela; ad est il confine naturale
era rappresentato dalle Serre di Montoro. Rota era dunque il centro
propulsore della vita amministrativa di Gastaldato. Ci sono versioni
contrastanti sulla sua localizzazione: l'ipotesi di Rota sorta
presso la frazione Curteri e l'ipotesi che ne vede le origini ai piedi della
collina del Castello. Non si può comunque escludere l'esistenza di ambedue
i siti: Rota, presso Curteri, e un villaggio, ai piedi della collina del
Castello, conosciuto col nome di Mercato. Questo non diventerà mai un grande centro urbano ma la posizione felice rispetto
ai traffici favorì la sua affermazione quale luogo di stazione. Più
che residenza urbana, dunque, Mercato fu sede di pubblici uffici o di banchi
di pegni. L' istituzione della Fiera annuale del 1303 è la prova
dell'importanza mercantile del luogo, infatti, sulla piazza si svolgevano non
solo transazioni con i mercanti del circondario, ma anche con mercanti
genovesi e fiorentini. Le merci trattate erano le più diverse: da quelle
povere, come granaglie e alimenti vari, a quelle più ricche, quali pelli,
sete, panni di lana, oro e rame. Una attività mercantile così
fiorente spesso richiamava sulla piazza l'investimento di diversi capitali
da parte di mercanti - banchieri. Per quanto concerne l'
agricoltura sappiamo che Rota sin dalla fine del X secolo rappresentava
rispetto all' intera provincia un centro di produzione agricola di rilievo.
Comunque si pensa che Mercato, più che un centro di produzione agricola,
all'epoca, si doveva considerare un luogo di raccolta e distribuzione delle
varie derrate che si producevano nei villaggi rurali del circondario. A
questo fermento non fu estranea la presenza dei principi di Sanseverino e
della corte. I principi, infatti, spesso proteggevano e incoraggiavano i
traffici, mentre i nobili non disdegnavano l'impiego di capitali nei
traffici mercantili.
Guida a Mercato S. Severino e ai suoi
monumenti
Mercato S.
Severino, comune della provincia di Salerno, è di origini antichissime. Fu
abitato dai Romani e successivamente da Bizantini e Longobardi. La sua notorietà
aumenta con l'avvento dei Normanni, e precisamente con Troisio, che darà
vita alla nobile e potente famiglia dei Sanseverino. Della storia
medievale del luogo si conservano oggi i ruderi della prima dimora dei
Sanseverino: il castello. Esso costituisce uno dei più notevoli esempi di
architettura militare dell' Italia meridionale. In seguito alla
partecipazione dell'ultimo Sanseverino alla congiura dei baroni contro
Ferrante, il castello fu abbandonato. Nella cappella
del castello, ancora in parte conservata, S. Tommaso, recatosi a trovare la
sorella Teodora, sposata Sanseverino, ebbe l'ultima visione.
Gli altri
monumenti di San Severino sono:- Il palazzo vanvitelliano,
ex convento di S. Domenico, con l'annessa chiesa di S. Giovanni in Parco. Le
notizie del convento risalgono al 1464, all'epoca in cui il duca Giovanni di
Sanseverino obbligò per testamento il figlio Roberto ad edificare l'opera.
- Il convento
di S. Antonio fu fondato con bolla di Innocenzo VI, il 6 agosto 1358. Anche se la chiesa si
presenta con la sfarzosa decorazione e gli stucchi del Settecento è da
considerare una delle maggiori opere gotiche della provincia. L'opera di
gran lunga più importante che si conserva nella chiesa è il mausoleo di
Tommaso III di Sanseverino. Quest’ultima è di un maestro meridionale del
sec. XIV ed ha suscitato l'interesse di diversi studiosi tra i quali lo
storico dell'arte francese E. Bertaux.
- Il palazzo
del Principe,
del XV secolo, oggi molto rimaneggiato.
- Il
Monumento
ai caduti, opera realizzata tra le
due guerre dallo scultore salernitano Gaetano Chiaromonte.
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