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La storia
   

  
Minori, l'antica "Rheginna Minor", apprezzata per il suo clima, è il più antico sito abitato della costiera amalfitana, etrusca del VII sec. a.C. qualche tempo più tardi,
nel I secolo d.C., divenne dimora dei patrizi romani. La Villa Romana Marrittima, ricca di mosaici, affreschi e stucchi, rappresenta un'attrattiva di interesse archeologico introvabile nell'intero comprensorio costiero. Dopo la distruzione della villa, ad opera di imponenti colate alluvionali, il luogo probabilmente fu abbandonato per secoli fin quando cominciò a risplendere la potenza economica e militare di Amalfi nella cui orbita Minori venne a trovarsi per tutto il Medioevo. Le fonti storiche affermano che il primo nucleo abitato di Minori si sia formato, attorno al V secolo, in una località collinare denominata Forcella, scelta come luogo sicuro dagli abitanti della valle del Sarno in fuga dalle incursioni di popolazioni germaniche. Gli abitanti di questo primo insediamento, alla metà del VII secolo, fondarono un nuovo villaggio marittimo, che assunse la denominazione di "Rheginna". E' di questo periodo il rinvenimento sulla spiaggia delle spoglie di una martire cristiana, da cui la chiesa dedicata a S. Trofimena. L'urna contenente i resti di Trofimena fu rinvenuta sulla spiaggia di Minori, forse tra il sesto e il settimo secolo, almeno come riporta la tradizione. Riconosciuta subito come santa, le fu dedicata una chiesa da cui fu trasferita ad Amalfi per timore delle incursioni dei Longobardi che, nonostante ciò, nell'anno 838 riuscirono a trafugarla a Benevento. Da qui, il 13 luglio dell'anno 839 (o 840), per interessamento del nuovo principe Radelchi e del vescovo di Benevento Orso, metà del corpo della santa fu riportato a Minori e nascosto gelosamente nella chiesa che nel 987, con l'elevazione di Minori a sede vescovile, divenne la cattedrale minorese. Col passare dei secoli si perse la memoria riguardo alla posizione esatta in cui erano state nascoste le reliquie e, pur essendovi nella vecchia cattedrale una cappella dedicata esclusivamente alla santa, nessuno sapeva dire più dove fossero custoditi i suoi resti. Questo stato di cose perdurò fino alla seconda metà del 1700 quando, per volere del vescovo Silvestro Stanà, s'iniziò a ricostruire la cattedrale nelle forme dell'attuale basilica. Mentre i lavori procedevano, nella notte del 27 novembre 1793, alcuni fedeli minoresi ritrovarono le reliquie di S. Trofimena. A partire da quella data le reliquie sono custodite nella cripta costruita sotto il presbiterio della nuova cattedrale.
Dal 1987 Minori fu elevata a sede vescovile da Papa Giovanni XV, proprio perché qui si custodivano le spoglie della Santa, che in un primo tempo ebbe un'enorme importanza per la chiesa del ducato in quanto elevata a protettrice dell'intero popolo amalfitano. La vita di questo centro come quella di altre città della costa, ebbe vita comune con Amalfi e con essa divise le glorie e gli onori.
Nel Medioevo la Repubblica Marinara di Amalfi aveva in Minori un importante arsenale e vi costruì galere fino al 1039. Oggi Minori é un piccolo centro che si sta affermando per la sua cordialità e le sue attività artigianali.
     


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