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La
storia
Praiano, nota nell'antichità come Plagianum, vanta origini romane, in seguito, divenne
ricca e opulenta, durante il periodo dell’Alleanza
Amalfitana. Fiorivano all'epoca i fondaci ed i laboratori per la seta, il filoritorto purissimo, imbiancato e lavorato dalle donne del borgo, il corallo.
Carlo d’Angiò la scelse tra i tanti
villaggi della Costiera Amalfitana come sede estiva della nobiltà
del tempo, arricchendola di splendide chiese e maestose
torri situate nei punti più incantevoli della costa.
In perenne competizione con Cetara per il primato della
pesca, Praiano rimane famosa particolarmente per la pesca
del corallo, abbondantissimo lungo la sua costa
frastagliata, e per la manifattura delle retine. I vecchi pescatori raccontano che non molto tempo fa i
cosiddetti coralluoti
di Torre del Greco arrivavano a Praiano con pescherecci
ben attrezzati assoldando sul posto uomini esperti per la
pesca del pregiatissimo corallo rosso di ottima qualità,
che sarebbe poi stato trasformato in splendidi monili nei
laboratori napoletani. Molti ignorano che, anche le retine usate un tempo dalle
massai e per la spesa giornaliera, o adibite per i capelli,
erano fabbricate dalle ricamatrici di Praiano che
intrecciavano chili di
cotone armate di “murolo” e “crocella”. Praiano è uno dei pochi villaggi della Costiera
Amalfitana che gode di un’incomparabile posizione: terrazze pensili, giardini fioriti che uniscono mare e
cielo, dove si inerpicano tipiche casette dai colori
tenui.
Di notevole interesse e' la chiesa parrocchiale di S.Luca Evangelista, dove si conserva una
reliquia
del Santo, un suo busto d'argento del 1694 e tele attribuite al cinquecentesco pittore Giovanni Bernardo Lama:
L'interno, restaurato nel 1772, e' a tre navate divise da
pilastri che reggono archi a tutto sesto. La navata centrale e' coperta da volta botte unghiata mentre le laterali - aventi sei cappelle per parte - da volte in crociera in stucco. Unico esempio in
costiera e' rappresentato dall'innesto di una cupola direttamente sull'abside. Interessanti sono il pulpito ligneo con pitture rappresentanti S. Pietro e S.
Paolo, e l'altare maggiore in maiolica settecentesca come il pavimento e dove sono raffigurati uccelli, fiori, volute e in un tondo S. Luca mentre
dipinge. A destra della chiesa e' il campanile a tre piani di cui l'ultimo con monofore che con la sua pesante struttura sembra vigilare come una torre difensiva sullo intero villaggio.
In particolare, tra gli "amanti" del posto, ricordiamo Goethe, August Ham che, affascinati dalla natura incontaminata, trascorsero lunghi periodi per assaporarne la bellezza ed i mille effluvi.
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