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Da visitare:
Alle
pendici dei Monti Spagarino e Marzano, a 510 m. sul
livello del mare, si trova Valva, raggiungibile attraverso
l'autostrada SA-RC, svincolo Contursi Terme, percorrendo
per circa 7 km la superstrada del Fondo Valle Sele e,
successivamente, uscendo a Valva-Colliano e proseguendo
sulla strada provinciale n.9 per circa 4 km. Il paese
sorge sopra una specie di promontorio di natura calcarea
dal quale domina la fertile vallata dell'Alto-Sele, tutta
coltivata prevalentemente a uliveti e vigneti, terminando
sul lato ovest sulla sponda destra del fiume Sele. Il
nucleo primario del paese, fiorente in epoca romana, fu
poi abbandonato nel corso delle invasioni barbariche, gli
abitanti si trasferirono quindi sulle alture e fondarono
il borgo "Valva Vecchia", le cui rovine sono
oggi visibili alla sommità dell'attuale centro abitato
sorto in epoca normanna. Per quanto riguarda
l'architettura religiosa a Valva, si consiglia la visita
della Chiesa Madre di S. Giacomo Apostolo, edificata sopra
l'altra più antica, detta del Sacramento, nell'anno 1708.
La costruzione terminò nel 1735, come si legge
sull'architrave del portone laterale di sinistra. La
facciata è monumentale e l'interno, diviso in tre navate,
presenta qualche pregevole impronta artistica; l'altare
maggiore, in marmo paesano, è di pregevole fattura; sulla
destra entrando è possibile ammirare la cappella e
l'antico altare in marmo di S. Michele, protettore di
Valva. Nella piazza del centro storico del paese,
ora restaurata a seguito del terremoto del 1980, vi è
l'antica cappella dedicata a S. Antonio di Padova, la cui
costruzione risale, probabilmente, alla fine del 1600,
l'altare anche qui è in marmo paesano. Al lato destro del
paese, costruita su una cresta di roccia, vi è la
cappella di S. Biagio eretta nei primi del '700. La Chiesa
di S. Maria degli Angeli, poi, è la più antica del
paese, sorta come tabernacolo, fu eretta in cappella nel
1425 e dello stesso periodo è l'affresco al suo interno
raffigurante la Vergine tra gli Angeli. La Chiesa di S.
Vito, anch'essa danneggiata dal sisma del 1980, è in
attesa di restauro. Nella piazza principale di
Valva, invece, è presente un ampio giardino comunale con
al centro il monumento dedicato ai caduti della I guerra
mondiale, lateralmente vi è l'ingresso alla splendida
Villa d'Ayala-Valva, vero gioiello del paese. Ampia oltre
17 ettari, una torre normanna (in via di restauro) ed un
castello tardo settecentesco, non agibili perché
danneggiati dal terremoto del 1980, campeggiano su di un
meraviglioso parco disseminato di statue di gusto
neoclassico riproducenti capolavori dell'antichità e
della mitologia come Diana Cacciatrice, il Dio Nettuno,
Ercole etc.. Valva, feudo normanno fin dall'anno mille,
apparteneva ad un signore di nome Gozzolino, il quale
prese il nome dal suo possedimento e fu proprio lui, o
qualche suo discendente, a costruire la torre normanna
della Villa d'Ayala; sul finire del settecento, il
marchese di Valva Giuseppe Maria, nominato dal re borbone
Ferdinando IV "soprintendente di tutte le strade e i
ponti del regno di Napoli", s'impegnò dapprima nella
costruzione della rotabile che da Eboli conduce in
Basilicata, quindi nella sistemazione del feudo, con la
costruzione, tra le altre cose, di un castello, accanto
alla preesistente torre normanna, che voleva imitare,
sebbene in proporzioni ridotte, quello del Buon Consiglio
di Trento. Bellissimo, poi, il teatrino di verzura a forma
di anfiteatro, dalla capienza di circa mille posti,
che nei mesi estivi ospita spettacoli teatrali, musicali e
balletti.
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