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E' l'ampia zona pianeggiante attraversata dal fiume Sele, che nasce dai retrostanti Monti Picentini. Nella prima metà del secolo scorso esso era ancora la più malsana e selvaggia del litorale campano; il risanamento iniziò nel 1855 con la colmata della palude lungo il litorale. Già un secolo prima nella Valle del Sele erano iniziati alcuni interventi con la realizzazione della strada delle Calabrie. Nel corso dei lavori, nel 1746, vennero riportate alla luce le rovine di Paestum che oggi
caratterizzano in maniera peculiare l'area e le danno notorietà e rinomanza sul piano internazionale.
Alla bonifica seguì il ripopolamento agricolo che ebbe inizio nel 1858. Alla bonifica di quegli anni sono legati anche i numerosi manufatti di edilizia rurale, di notevole interesse tipologico, presenti in prevalenza lungo la fascia costiera. I lavori di bonifica proseguirono nell'800 con la costruzione di uno sbarramento sul fiume Sele, all'altezza di Persano, con una diga dalla quale partono due grandi collettori che alimentano la rete dei canali irrigui della pianura.
Nell'ultimo dopoguerra fu realizzata una fitta rete infrastrutturale, costruita da strade interpoderali con imbocco sulla via litoranea; tale rete ha innescato dinamiche massicce di edificazione che, se nelle zone più interne hanno prodotto maggiormente strutture agricole, sul litorale sono di tipo prevalentemente residenziale-balneare.
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