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Il
percorso inizia dall'abitato di Petina (q. 650)
prendendo la strada provinciale per Sicignano degli
Alburni. Lasciato l'abitato all'altezza di una
fontana sul lato sinistro, si prende una sterrata
mulattiera che sale in maniera decisa attraverso un
bosco di castagni. All'incrocio con un'altra
mulattiera si piega a sinistra sempre in salita
(direzione sud-est). Dopo aver attraversato il ben
tenuto bosco di castagni, si entra nella fascia
di bosco di faggio e in questo tratto si può
carpire bene il netto cambiamento vegetazionale che
ammanta l'intera montagna. Dopo aver attraversato un
lungo tratto quasi rettilineo, si percorre una serie
di piccoli e suggestivi tornanti sistemati con
muretti di pietra a secco rivestiti, col passare del
tempo da vari muschi. Alla fine della salita, dopo
aver ammirato i primi contrafforti rocciosi che
strapiombano su Petina, si giunge ad un valico (q.
1290) per poi riprendere un sentiero sulla sinistra
che conduce al Picco del Figliolo (direzione
sud-est) attraverso un bosco di faggi su un pianoro
senza rilevanti dislivelli. Dalla zona del Figliolo
(q. 1299) e
Ripalonga (q. 1337), panettone di roccia a
strapiombo per alcune centinaia di metri sulla
vallata di Petina, si gode di un panorama senza
limiti che dà l'impressione di essere proiettati
verso il cielo. Da questo punto si domina da un lato
la bastionata degli Alburni e dall'altro l'esteso
altipiano ricoperto da bosco di faggi. Dopo la sosta
al Figliolo si riprende il percorso in direzione
sud-est immettendosi su una sterrata che all'altezza
di un bivio piega a destra verso la località La
Pila. Si attraversa una suggestiva zona
caratterizzata da boschi di alto fusto alternati a
radure, doline e inghiottitoi fino a giungere in
località Aresta, all'altezza del rifugio del Casone
(q. 1160), situato su un altipiano verdeggiante che
coincide con la fine della tappa.
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