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L'itinerario,
per la sua ubicazione geografica, può essere fruito
come percorso con vita propria da chi voglia
effettuare una rilassante escursione in un ambiente
naturale pressoché intatto. Si prende in esame
l'itinerario partendo dalla località Orsaia (q.
1050). Lasciati i mezzi di trasporto sulla strada
asfaltata, si imbocca una pista in salita. Subito si
notano, sulle pendici e nelle radure, vasti campi
naturali di lavanda, raccolta fino agli inizi degli
anni settanta per l'estrazione di essenze utilizzate
per la preparazione di profumi. Si osserva qui una
delle poche sorgenti presenti su questo versante, le
cui acque sono immesse in una cisterna interrata per
essere poi utilizzate per l'abbeveraggio degli
animali. Proseguendo nell'ascesa, si giunge nel
regno del faggio. In località Serra del Cretazzo la
pista spiana ed attraversa in tutta la sua lunghezza
la Valle di Mercori (q. 1442). Faggi che svettano
verso il cielo terso accompagnano il visitatore e
garantiscono una piacevole frescura. Non è raro
osservare ai margini delle radure lamponeti
selvatici che regalano appetitosi grappoli di rosei
frutti. La pista incomincia a salire in modo più
deciso in località Fossa dell'Erba. Dopo qualche
chilometro, in prossimità dei Gigantini, lasciando
la pista e portandosi sulla sinistra, da un costone
sul quale gli elementi atmosferici hanno quasi
cancellato la vegetazione, si spazia sulla Alta
Valle del Calore e sulle cime circ ostanti. Valicato
poi l'ultimo dosso si giunge nella vallata
retrostante i Gigantini (q. 1588). Qui è possibile
osservare sugli affioramenti rocciosi chiarissime
testimonianze geologiche (rudiste). L'itinerario
prosegue attraversando il fitto bosco di faggio
sottostante la Cima di Mercori (q. 1788), fino a
giungere sul belvedere naturale che consente di
affacciarsi sulla vallata di Vallinova e sulle cime
del Cervati.
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