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Due
piccoli paesi, situati all’interno del Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, conservano
nel loro territorio, uno dei luoghi più
spettacolari e interessanti del Parco stesso. Acque
limpide e smeraldine incorniciate da rocce calcaree
levigate dalla forza del fiume, fanno da sfondo ad
un ecosistema molto interessante. Artefice di tutto
ciò, il Calore Lucano uno dei pochi fiumi italiani
ancora integri che nasce dal massiccio del monte
Cervati, per poi intraprendere il suo discendere tra
gole e valli creando ad un ambiente di notevole
interesse. Nel tratto in cui attraversa ; prima
la zona sottostante l’abitato di Magliano
Nuovo e poi più a valle il comune di Felitto, questo fiume ha creato uno dei luoghi più particolari
e affascinanti ,
le Gole del Calore. Di notevole interesse
dal punto di vista naturalistico, le gole sono uno
scrigno che conserva varie rarità. Qui si nasconde
ancora la Lontra, simpatico
mammifero che vive tra l’acqua e la terra, dal
carattere molto giocoso, trova in questo fiume uno
dei suoi ultimi rifugi ; mentre sui versanti
delle forre tra boschi di Salici, Ontani neri, Carpini e Lecci sono state censite circa
ventidue specie botaniche considerate rare, che
grazie a particolari condizioni climatiche dovute ad
una ridotta durata dell’insolazione e all’alto
tasso d'umidità, trovano in questo luogo un
ecosistema ideale. La notevole umidità favorisce
anche la presenza di varie specie di felci, tra le più
comuni, la Polypodium interjctum tipica del
centro-sud Italia o la
particolare Asplenium onopteris che cresce tra le fessure della roccia. Tra
gli animali, oltre all’importante presenza della
Lontra, troviamo anche il Cinghiale
che svela le sue scorribande notturne nei boschi,
con le grufolate (sposta il terreno alla ricerca di
radici, tuberi, lombrichi e ghiande) e poi la
Volpe, la Faina e il Tasso, predatori dalle
spiccate abitudini notturne.
Il fiume con le sue numerose cascatelle è il
regno del Merlo
acquaiolo e del Martin pescatore. Le pareti
rocciose che sovrastano le gole sono il dominio di
altre specie d'uccelli, come il Passero solitario dal piumaggio grigio-bleu o il nero Corvo
imperiale. Dai riflessi metallici, con il
suo verso irrompe nella quiete delle gole che
accompagnano il suono delle acque.
Molti i rapaci che hanno una presenza
interessante fra queste forre, come il Falco
pellegrino terrore dei Colombacci
o il maestoso Nibbio reale dalla tipica coda forcuta che perlustra la valle
alla ricerca di carogne. Questo stupendo paesaggio
ravvivato dalla presenza di tanta vita, si può
visitare con un po’ di rispetto e
curiosità, infatti, l’intera gola è
attraversata da un sentiero che parte presso un'area
attrezzata per la sosta in località Remolino a
circa 2Km l’abitato di Felitto, da qui, lasciata
l’automobile, s'intraprende il sentiero che
costeggia il fiume alla base delle gole con alcuni
tratti a mezzacosta
fino a giungere dopo qualche ora ad un ponte
in pietra situato sotto l’abitato di Magliano
Nuovo che segna il termine del sentiero. La durata
dell’itinerario e di circa tre ore per l’andata
e il ritorno. Questo luogo è visitabile tutto
l’anno, pero è da preferire la primavera per le
fioriture e l’autunno per l’esplosione di colori
dei boschi, mentre in luglio e agosto a causa della
notevole umidità e dell’ambiente chiuso tra
costoni, l’escursione può essere più disagevole.
Per
raggiungere le Gole del Calore, si percorre
l’autostrada SA-RC uscita Battipaglia, quindi si
procede lungo la S.S : 18 per Capaccio Scalo,
Roccadaspide, Castel San Lorenzo fino a giungere a
Felitto.
Per arrivare a Magliano Nuovo si procede per
Capaccio vecchio, Trentinara, Monteforte Cilento,
Magliano Vetere fino ad arrivare a Magliano Nuovo da
dove si possono ammirare le Gole del calore
dall’alto.
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