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Il
percorso si sviluppa lungo l'antica via che
collegava il porto di Pixunte (l'odierna Policastro
Bussentino) con l'Alta Valle del Calore. Nella prima
parte, lungo il tratturo che presenta tratti ancora
lastricati, si notano antichi insediamenti rurali
ancora abitati. Lasciando il vecchio tracciato, si
raggiunge, percorrendo un sentiero in salita, la
Grotta dei Grufilusi o dei Fraulusi, cavità di
circa 70 m di profondità, formata da camere in
sequenza ed utilizzata a scopo funerario fino alla
prima metà del II millennio a.C.. Da questa,
continuando sul sentiero, si raggiunge la Grotta di
S. Elena (q. 849), suggestivo e mistico eremo
abitato dalla Santa Vergine anacoreta nata intorno
alla prima metà del VI sec. d.C.. Dopo aver
percorso un agevole tratto in disc esa,
si guadagna di nuovo l'antico tratturo fino alla
località Valle dei Monaci, dove si sosta presso
l'invitante fresca sorgiva. Dopo la sosta, si valica
il Passo di Vesalo (q. 1002) e, attraversando il
Piano della Cappella, immersi in una fitta faggeta
prima e costeggiando l'alveo del Torrente di Vesalo
poi, si giunge alla Grava di Vesalo (q. 968),
suggestivo orrido che inghiotte le acque del
torrente. Questo esempio di cavità carsica di
particolare interesse naturalistico, presenta
un'apertura nella parte superiore di circa 30 m nel
lato più lungo, con pareti rocciose a strapiombo,
caratterizzata da un microclima che assicura
condizioni ottimali per la vita di alcune specie
vegetali (muschi, licheni, ecc.). Infine si risale
di nuovo al Passo di Vesalo per il definitivo
rientro.
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