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Si
lascia la macchina in località Vallescura (q.
1230), ai piedi del Vallone dell'Acqua che Suona.
S'imbocca l'ampio sentiero nel vallone sormontato da
costoni rocciosi, in un bosco di faggio dell'altofusto.
Alla sommità del vallone, dopo circa 40 minuti, si
prosegue tra due impluvi, lungo un breve ed erto
sentiero, fino al Piano degli Zingari, nelle
vicinanze di una fontana con abbeveratoio (q. 1436).
Si prosegue lungo la traccia di una sterrata che
conduce ad un'aperta vallata, dalla quale si può
godere il suggestivo scenario della bastionata del
Cervati. Si continua a salire lungo la sterrata,
lasciando alle spalle la zona alta dei Gravittoni,
fino ad incontrare una strada carrareccia
proveniente da Piaggine; qui si piega a sinistra,
per una comoda ed ampia strada in falso piano
attraverso il bosco dei Temponi. A circa 1 ora e 40
minuti dalla partenza si esce dal bosco su un
pianoro dal quale si può scorgere la vallata del
rifugio della forestale (q. 1597), ai piedi delle
pareti nord-est del Cervati. Si prosegue sul
sentiero dei Pellegrini che porta al Santuario della
Madonna della Neve. Ci s'inerpica con pendenza
accentuata lungo il costone del Cervati fino alla
sommità (q. 1844). Da qui l'ampio panorama verso il
Vallo di Diano e la vista della parte alta del
Cervati. Si continua sul lato d'una lunga conca
verso la Cappella della Madonna che si intravede
sempre più netta sullo sfondo, su un piano
emergente. Arrivati alla Cappella, sul lato destro
si prospettano in tutta la loro imponenza le pareti
verticali rocciose insistenti su canaloni molto
ripidi e ghiaiosi. Seguendo un sentiero ben
evidente, si può scendere alla grotta della
Madonna. Dalla Cappella il percorso continua in
direzione ovest, lungo la carrareccia proveniente da
Sanza, per poco più di 800 metri, fino ad
incontrare un tornante. Qui ci s'immette su un
sentiero, seguendo la cresta settentrionale del
Cervati, che si sviluppa in piano e allo scoperto.
Dopo pochi minuti si arriva nella zona della Nevera
(q. 1783), a circa 3 ore e 40 minuti dalla partenza,
ai margini d'un bel bosco di imponenti faggi
secolari. La Nevera è un inghiottitoio carsico
occupato per tutto l'anno da una coltre di neve, di
spessore variabile nel corso delle stagioni.
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