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Il
percorso si sviluppa sulle tracce degli antichi
pellegrinaggi che le popolazioni dei vicini centri
abitati, della Lucania e dell'alta Calabria
compivano ogni anno fino al Santuario del Monte
Sacro. Dalla località Sorbatello (q. 493) ci si
incammina, attraverso un bosco di castagno, verso la
prima tappa: le Tre Croci, poste sul vertice di
confine dei territori dei Comuni di Rofrano, Novi
Velia e Cannalonga. Questa tappa rappresentava una
sosta anche per gli antichi pellegrini che, dopo ore
di lungo cammino, vedevano la sommità del Monte
Sacro. Da qui il sentiero si snoda attraverso un
bosco di ontani lungo un comodo viottolo con
andamento altimetrico altalenante, fino alla
sorgente di Crepavoi, notevole per la freschezza
delle sue acque. Dopo un breve tratto si guada il
torrente del Sacrato, dove è tradizione raccogliere
una pietra - monaco - come ex voto per depositarla
sui cumuli di pietre che si trovano alla base
dell'erta del Santuario. Dopo il vallone, il
percorso, che assume una decisa pendenza, si
sviluppa in una serie di tornanti dove affiorano
ampi tratti di pavimentazione antica che
testimoniano come il tracciato fosse via di
collegamento tra la valle del Mingardo e la valle
dell'Alento. Man mano che si supera quota 1.000 m
s.l.m. ci si trova immersi in un'imponente faggeta
che accompagna i viaggiatori fino al Santuario. Si
raggiunge il valico denominato Passo della Beta (q.
1332) dal quale si può godere la vista sul seno
velino, dove si trovano le rovine della greca città
di Elea. Nel tratto finale il percorso si congiunge
con l'altro che sale da Novi Velia e da Vallo della
Lucania, fino a raggiungere l'area del Santuario (q.
1705).
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