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Turismo

 
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MONTE GELBISON

Ubicazione: Comuni di Rofrano e Novi Velia
Accessi: strada da S. Menale
Inizio Percorso: Località Sorbatello
Fine Percorso: Sommità M. Gelbison
Tempo di percorrenza: 10 ore (andata/ritorno)
Dislivello: + 1205 m
Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno
Caratteristiche:
Emergenze: Sommità M. Gelbison
Informazioni: Gruppo Escursionistico Trekking Cultnatura


Legenda

Percorso su sentieri e mulattiere
non sempre comode. Occorre 
capacità di orientamento, conoscenza
della montagna e allenamento fisico.
Interesse panoramico
Escursione a piedi
Avvistamento avifauna
Interesse botanico
Interesse geologico
Cavallo
Interesse storico
 

Il percorso si sviluppa sulle tracce degli antichi pellegrinaggi che le popolazioni dei vicini centri abitati, della Lucania e dell'alta Calabria compivano ogni anno fino al Santuario del Monte Sacro. Dalla località Sorbatello (q. 493) ci si incammina, attraverso un bosco di castagno, verso la prima tappa: le Tre Croci, poste sul vertice di confine dei territori dei Comuni di Rofrano, Novi Velia e Cannalonga. Questa tappa rappresentava una sosta anche per gli antichi pellegrini che, dopo ore di lungo cammino, vedevano la sommità del Monte Sacro. Da qui il sentiero si snoda attraverso un bosco di ontani lungo un comodo viottolo con andamento altimetrico altalenante, fino alla sorgente di Crepavoi, notevole per la freschezza delle sue acque. Dopo un breve tratto si guada il torrente del Sacrato, dove è tradizione raccogliere una pietra - monaco - come ex voto per depositarla sui cumuli di pietre che si trovano alla base dell'erta del Santuario. Dopo il vallone, il percorso, che assume una decisa pendenza, si sviluppa in una serie di tornanti dove affiorano ampi tratti di pavimentazione antica che testimoniano come il tracciato fosse via di collegamento tra la valle del Mingardo e la valle dell'Alento. Man mano che si supera quota 1.000 m s.l.m. ci si trova immersi in un'imponente faggeta che accompagna i viaggiatori fino al Santuario. Si raggiunge il valico denominato Passo della Beta (q. 1332) dal quale si può godere la vista sul seno velino, dove si trovano le rovine della greca città di Elea. Nel tratto finale il percorso si congiunge con l'altro che sale da Novi Velia e da Vallo della Lucania, fino a raggiungere l'area del Santuario (q. 1705).

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