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Si
sale lungo la carrareccia che costeggia la Fontana
d'Inverno (q. 775). La strada si presenta con
pendenza rilevante, attraversando dapprima radure e
pascoli, per poi entrare nel bosco. Intorno ai 1000
m. di quota si incontrano gli abeti bianchi che
conferiscono al paesaggio un inusuale aspetto
alpino. Da questo punto la zona attraversa un bosco
misto di abeti d'altofusto e faggio. Dopo circa 2,15
ore si giunge ad una radura con alle spalle la vista
della parete Nord del M. Motola che si sviluppa ad
anfiteatro mettendo in evidenza il contrasto tra
l'ultimo taglio a valle e il bosco di faggio d'altofusto
originario a monte. Si incontra un'altra sterrata e
si svolta a destra, giungendo dopo circa 250 m. al
rifugio forestale, situato su un terrazzamento a
quota 1350 m, che domina la montagna in tutta la sua
ampiezza. Salendo di qualche metro si incontra una
fontana con abbeveratoio dalla quale si diparte un
sentiero in direzione della montagna, che dopo poco
entra nel bosco. Si sale con andamento sinuoso,
prima in un bosco giovane, successivamente in un
suggestivo bosco d'altofusto di faggio, fino ad
arrivare ad una sella a quota 1600 m circa. Il
sentiero continua p er
poi uscire in una zona scoperta caratterizzata da un
sistema di piani carsici verdi (le fossette) di
dimensioni e forme varie, collegati tra di loro, nei
quali si possono osservare i cavalli al pascolo. Il
percorso attraversa tutti questi piani con andamento
quasi circolare, fino a giungere al bosco
sottostante la cima del Motola. Da qui si sale in
direzione della vetta per poi uscire allo scoperto
fino ad arrivare in vetta. Dalla cima il panorama
spazia a 360 gradi: a nord il Cocuzzo delle Puglie e
i monti Alburni; a est Teggiano e sullo sfondo Sala
Consilina e i monti sovrastanti; a sud-ovest in
primo piano i campi carsici ben delimitati dal bosco
esteso della montagna della Motola e sullo sfondo il
monte Cervati e il Gelbison, a ovest il monte Vivo e
i rilievi del fiume Calore Salernitano.
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