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L'inizio
dell'escursione è in località Trentova,
percorrendo la strada sterrata che costeggia il
mare. Dopo circa 30 minuti di cammino si arriva in
zona Vallone, dove, scendendo per un costone
abbastanza agibile e breve, si arriva sulla
spiaggia; in questo modo si trovano le mura
perimetrali di una villa romana e una tomba bisoma
risalenti al III secolo a.C. Si intravedono alcuni
ruderi in pietra viva abbandonati non più di 50
anni fa, nei cui dintorni ci sono olivi, sorbi,
prugne, peri, mandorle, carrubi, e fichi che non si
arrendono all'abbandono. Tuttora questo territorio
è terreno da pascolo (bovini, ovini). Continuando
al terzo Km del percorso si nota una torretta diruta,
d'epoca angioina (1300), che costituiva con altre
torri costiere un efficace sistema di prevenzione
per gli assalti che provenivano dal mare.
Proseguendo il sentiero diventa meno largo e gli
arbusti (ginestre, mirto, rovo e
lentisco) si fanno
sempre più fitti. Si arriva così su una sterrata,
da cui si ha un'ottima veduta sulla vicina S. Maria
di Castellabate. A questo punto, dove tre ore di
cammino, si svolta a destra nella zona Lago di S.
Maria di Castellabate dove c'è una bellissima
spiaggia. Dopo una breve sosta, si ritorna per la
sterrata che porta a
Muoio Alto. Interessante dare
uno sguardo al villaggio abbandonato di S. Giovanni
(10 Km circa percorsi), costruzione risalente al
1000, che vanta di aver dato i natali a S. Costabile
Gentilcore (Abate IV della Badia di Cava), il
fondatore di Castellabate. Si prosegue fino a una
strada asfaltata, presso Muoio Alto (Km 13,5
percorsi), la zona più panoramica del percorso che
conduce al punto di partenza. La flora e la fauna
sono quelle tipiche della macchia mediterranea.
Molto diffusi mirto, lentisco, ginestra, cisto,
roverelle, leccio, erica arborea e le altre piante
officinali.
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