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Dalla
fontana (q. 550) in loc. Ponte Inferno, si prosegue
a piedi lungo una carrareccia che costeggia il fiume
Bussento ad un'altezza di circa 10/15 metri. Dopo
circa 1 Km si incontra un bivio e si sale verso
destra entrando nel Vallone dell'Inferno scorgendo
le montagne che lo sovrastano. Il percorso procede
sinuoso con accentuata pendenza, allontanandosi dal
fiume attraverso un bosco misto di carpini, cerri e
aceri di notevoli dimensioni. La carrareccia, poi,
assume l'aspetto di un sentiero e si iniziano a
scorgere le prime pareti rocciose strapiombanti. Si
continua nel bosco e dopo circa 2 ore si apre la
vista su un punto panoramico che si affaccia sulla
parte centrale e più inaccessibile delle gole del
Bussento. Si notano delle alte pareti strapiombanti
per diverse centinaia di metri sopra le gole,
caratterizzate da una serie di salti e cascate
intervallate da vasche d'acqua limpida scavate nella
roccia calcarea. Continuando si arriva alle sorgenti
del Bussento (q. 909). L'acqua scaturisce da una
grotta sotto una parete rocciosa coperta dai
manufatti in cemento di un acquedotto; in tutta la
zona un caos di massi e frane causate dalla violenza
delle acque meteoriche che scendono dai canaloni
sovrastanti. Il percorso continua a salire verso
destra, attraverso l'impluvio di un vallone, fino a
giungere su una sterrata tortuosa che conduce
all'imbocco della galleria che immette nel cuore
dell'Affondatore di Vallivona (q. 10 70).
Muniti di torcia elettrica, si percorrono i 400
metri della galleria realizzata per bonificare
l'inghiottitoio. All'interno dell'Affondatore, la
prima sensazione che si ha è quella di essere
proiettati indietro nel tempo, in un paesaggio
dantesco, caratterizzato ad un grosso imbuto di
grigia roccia calcarea inframmezzata da fratture e
cavità quasi inaccessibili, alla cui base scorre un
corso d'acqua alimentato da un'altra cascata scavata
nella roccia terminante in un piccolo laghetto
d'acqua stagnante. L'inghiottitoio ha una forma
ellittica, con pareti strapiombanti alte dai 60 ai
100 metri. Dall'inghiottitoio si ritorna sulla
sterrata fino alla loc. Varco del Pero (q. 1250),
una sella dalla quale si ha un'ampia panoramica che
spazia dal M. Cervati al Golfo di Policastro.
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