|
Quest'escursione
offre il meglio di sé nel periodo che va
dall'autunno alla primavera. In queste stagioni,
infatti, le piogge alimentano i corsi d'acqua
presenti sull'itinerario offrendo così al trekker
scenari d'incomparabile bellezza. L' itinerario
prende origine in località Campolongo (q. 1150),
sviluppandosi lungo la strada brecciata che
attraversa l'intera vallata interclusa tra il
versante sud del monte Raialunga (q. 1404) ed il
Bosco di Campolongo che vegeta sul versante nord del
Monte Rotondo (q. 1388). Nella posizione mediana
della vallata è posto un inghiottitoio di origine
carsica. Quasi invisibile, se ne percepisce
l'esistenza solo dopo essere giunti a poche decine
di metri dal pozzo: l'ingresso è caratterizzato da
un salto di circa 4 metri che immette in una cavità
carsica che si sviluppa per almeno 70 m.. Si
prosegue lungo la pianura, su un sentiero in leggera
salita, camminando su uno strisciante e soffice
manto erboso. Al termine della piana, s'imbocca una
pista in agevole discesa che, attraversando una
faggeta arricchita d'esemplari di tasso e
d'agrifoglio, porta alla Sorgente dei Maglianesi.
L'acqua fresca e copiosa, soprattutto nel periodo
indicato sopra, forma delle caratteristiche e
rumorose cascate, per cui alla zona è conferito il
pittoresco appellativo de "L'Acqua
Sonante". Il sentiero costeggia ed interseca in
vari punti il Vallone dei Maglianesi che corre
sinuoso incassato tra alti dirupi sui cui fianc hi
vegetano secolari faggi, fitte colonie di carpino
nero, rade piante di tasso. In prossimità dello
Scanno del Fuoco, il Vallone forma una cascata che
presenta un salto di circa 20 metri. Per le
particolari condizioni d'umidità e temperatura è
possibile osservare qui diverse specie di felce.
Altro spettacolo è offerto dalle alte e verticali
pareti dalle cangianti tonalità di colore, regali
custodi della bellezza del sito. Si prosegue
percorrendo un sentiero che corre parallelo alla
sponda destra del Vallone che da qui in poi prende
il nome di Vallone Scaloppini e, più a valle,
Colurzo. Il sentiero è costantemente ombreggiato da
un fitto bosco monofita di carpino nero. Si giunge,
infine, alla località Tempa del Fico (q. 600) che
segna il termine dell'escursione.
|